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CLAUDIA GERINI NAPOLETANA PER I MANETTI BROS.

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Claudia Gerini da Roma a Napoli, passando per Venezia. L’ attrice romana riscopre le sue origini partenopee, nel film di Marco e Antonio Manetti in concorso alla 74° Mostra d’arte cinematografica, ‘Ammore e Malavita’, in sala dal 5 ottobre.

I registi capitolini, fratelli nella vita e noti con il sodalizio cinematografico di Manetti Bors., portano al Festival il film più divertente e applaudito di questa edizione.

Ciro (Giampaolo Morelli) e Rosario (Raiz) sono due sicari, conosciuti con il nome di “tigri”, a servizio di Don Vincenzo (Carlo Buccirosso), il re del pesce, e di sua moglie Donna Maria (Claudia Gerini). Una notte, Fatima (Serena Rossi) si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato; l’ingrato compito di sbarazzarsi della ragazza che ha visto troppo viene dato a Ciro, ma Fatima per lui è l’amore di gioventù mai dimenticato. E’ a questo punto che amore e malavita si incontrano: in guerra e in amore tutto è concesso.

Nel cast di napoletani doc, Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Carlo Buccirosso e Raiz, spicca un’inedita Claudia Gerini, nel ruolo della moglie del boss. L’attrice romana, per amore dei Manetti, ha ripescato le sue origini (il nonno materno dell’attrice era di Napoli), un forte accento napoletano, e una grandissima forma, dopo aver collezionato, negli ultimi film, una serie di interpretazioni mediocri.

“Per me, che sono romana, il napoletano era una sfida che spero di aver vinto. Ne avevo parlato con Antonio (Manetti) quando mi ha accennato per la prima volta al progetto. Il mio è stato più che altro un lavoro sul linguaggio, anche se un po’ di napoletano è nel mio DNA. Inoltre ho avuto un coach d’eccezione, Carlo Buccirosso, che sul set mi ha aiutata moltissimo.”

Alcuni dialetti e alcuni accenti, come possono essere il romano o il napoletano, sono difficilissimi da imitare, così come certi personaggi sono complessi da costruire e rendere veritieri.

La Gerini è perfettamente calata nella parte della moglie del boss: canta, balla, si diverte e soprattutto fa divertire, rendendo autentico il personaggio di Donna Maria.

“La cosa più brutta che poteva succedere era creare un personaggio mediocre. Volevo fare un personaggio vero, molto spontaneo, senza caricature. Rischio in cui si può inciampare quando si deve utilizzare un linguaggio che non ci appartiene” afferma Claudia Gerini.

“L’idea di questo film – spiegano i Manetti – è nata, come spesso accade, per caso, quando un nostro collaboratore, sul set del nostro film precedente Song’è Napule, facendo una battuta ha detto:a Parigi hanno la Torre Eifell, a Roma hanno il Colosseo e a Napoli abbiamo le Vele di Scampia.”

‘Ammore e malavita’ racchiude in sè l’essenza di Grease e Gomorra, un po’ poliziesco, un po’ musical, un po’ commedia, un po’ azione; complice una sceneggiatura ironica, dove emerge, forte e chiara, la furbizia positiva del napoletano, capace di scherzare e prendere in giro la sua stessa natura.

 

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