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CLAUDIA GERINI: “LA MIA CINTURA NERA”

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“Mi sono appassionata a questo sport grazie a Vito Toraldo, ex Nazionale di Taekwondo, olimpionico che ha vinto tante medaglie. All’epoca avevo 37 anni e un giorno, per caso, ci siamo messi a chiacchierare e gli ho detto che avrei voluto imparare a tirare calci proprio come sapeva fare lui”.

Nella vita prende tutto molto sul serio e così è stato, inevitabilmente, anche per il Taekwondo. Claudia Gerini è infatti cintura nera di questa disciplina e testimonial d’eccezione nel convegno “Taekwondonna” e racconta così la sua esperienza:

“Ci siamo allenati per anni con Toraldo, e al quinto anno è arrivato il momento dell’obbiettivo  tanto sudato. Ho lavorato molto per arrivarci, ho imparato le forme e mi sono messa in gioco seriamente. Mi sono detta: ‘voglio fare il percorso, quello vero’, e così ho fatto, alla fine ho superato l’esame e sono diventata cintura nera”.

Lo sport è stata sempre una sua grande passione: dalla danza, praticata per anni e che le ha “reso le gambe più forti ed elastiche” è passata in età adulta al Taekwondo,

“Una disciplina che mi ha subito appassionato, mi ha dato la consapevolezza del mio corpo e anche di chi fossi in quel momento della mia vita. Mi piace la forza espositiva, l’elasticità, l’idea di riuscire ad essere precisa e a controllare il mio corpo. È uno sport bello come tanti altri, però è meno conosciuto e qualcuno forse lo vede ancora come qualcosa di aggressivo”.

Praticare arti marziali non vuol dire soltanto allenare il fisico, ma anche la mente.

 “La prima cosa che si insegna a chi fa arti marziali è mantenere un controllo, anche interiore, quindi è tutto un lavoro per trovare una pace, una concentrazione.Dagli altri questa mia nuova passione veniva all’inizio letta come una cosa un po’ da matta , si chiedevano che cosa mi fossi messa in testa e che cosa avrei voluto fare alla mia età.Invece, siccome sono una che si appassiona alle cose e va fino in fondo, ho fatto l’esame, sono andata bene e ho continuato il percorso”.

Una passione cresciuta piano piano che è riuscita poi a trasmettere anche a sua figlia:

“Rosa ha 13 anni e quest’anno anche lei ha iniziato ad allenarsi. Sono molto contenta. Mi piace il fatto che abbia visto il mio percorso e che quindi io sia stata un esempio per lei. C’era anche lei quando ho fatto l’esame all’ Acqua Acetosa. Mi ha vista mettermi in gioco e allo stesso tempo sono riuscita ad insegnarle che quando si vuole ottenere qualcosa lo si può fare. Se si ha cuore, la forza e la volontà si può fare tutto, e si possono raggiungere anche gli obiettivi più impensati”.

 

Sono sempre di più, oggi, le donne atlete e quelle che ricoprono ruoli importanti nel mondo dello sport, non soltanto quello delle arti marziali e la Gerini è una forte sostenitrice della causa femminile, come lei stessa ha confermato:

“È una disciplina in forte crescita tra le donne, di questo sono molto felice e penso sia giusto porre l’attenzione su questa sempre più elevata partecipazione femminile ad un mondo che è sempre stato considerato prettamente maschile. L’affermazione delle atlete è molto importante, perché da equilibrio, forza e identità ad una Federazione come questa che sta affrontando un periodo di forte crescita. Sono vicina alle giovani atlete italiane, che ho conosciuto e che continuerò a seguire. Le sostengo fortemente e sono sicura che porteranno a casa grandi e ottimi risultati”.

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