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Si torna a parlare oggi della terribile vicenda di Ciccio e Tore, i due fratellini scomparsi e poi trovati morti in un pozzo a Gravina di Puglia nel febbraio del 2008. I due fratelli, Francesco e Salvatore Pappalardi di 11 e 13 anni, erano scomparsi dal giugno del 2006 e solo un caso ha permesso il ritrovamento un anno e mezzo dopo dei corpi, ormai mummificati, nel fondo di una cisterna, all’interno di una costruzione semi abbandonata nel centro storico di Gravina di Puglia, il paese a 40 chilometri da Bari dove vivevano, chiamata dalla gente del posto la Casa dalle Cento Stanze.

Ciccio e Tore Pappalardi, negato il risarcimento danni alla madre dei fratellini di Gravina di Puglia

Nella giornata di oggi, si torna a parlare della triste vicenda di Ciccio e Tore i due fratellini di Gravina di Puglia, perché la Corte d’Appello di Bari, come già aveva fatto la Corte d’Assise in primo grado, ha rifiutato di riconoscere il risarcimento danni alla mamma e alla sorella dei due fratelli Pappalardi.

Oggetto della richiesta erano il Comune di Gravina di Puglia e la società Edilarco, proprietaria della casa abbandonata all’interno della quale i due fratelli Ciccio e Tore Pappalardi hanno trovato la morte. Secondo i giudici, poiché l’immobile non era aperto al libero accesso, non c’è responsabilità della proprietà, visto che i due fratellini si sono introdotti nella Casa delle Cento Stanze, come tanti ragazzini di Gravina di Puglia per giocarci ignorando il divieto di accesso.

Una pronuncia che ovviamente non soddisfa la mamma e la sorella di Ciccio e Tore mentre il padre, Filippo Pappalardi non si è costituito in questa causa. A lui d’altronde, il risarcimento danni era stato riconosciuto dopo la detenzione a cui era stato sottoposto, per duplice omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Scagionato da ogni accusa e libero dall’aprile del 2008, Pappalardi si era visto risarcito sia per ingiusta detenzione (20mila euro) che per danni esistenziali (45mila euro).

Ciccio e Tore, una storia ancora piena di misteri

Quella di Ciccio e Tore, è la storia tragica della morte di due fratellini ritrovati mummificati nel fondo di una cisterna, ma è anche una storia su cui, nonostante le indagini, aleggiano ancora molti misteri e tante domande senza risposta.

E’ giugno del 2006 quando Francesco e Salvatore Pappalardi, due ragazzini di 11 e 13 anni di Gravina di Puglia un piccolo centro a 40 chilometri da Bari, scompaiono. Erano usciti di casa per andare a giocare nel pomeriggio, l’allarme dei famigliari scatta a notte fatta, quando i due fratelli non sono ancora rientrati. Da poco Ciccio e Tore sono andati a vivere con il padre, Filippo Pappalardi, la sua nuova compagna e le figlie di lei, mentre la madre, Rosa Carlucci, si è trasferita con il nuovo compagno e la figlia maggiore a Santeramo in Colle.

Alle 23.50 del 5 giugno 2006 Filippo Pappalardi denuncia la scomparsa dei ragazzi e da quel momento partono le ricerche. Passano i giorni ma di Ciccio e Tore non ci sono tracce, mentre gli inquirenti scoprono che nelle ore in cui denuncia la scomparsa, il cellulare del padre risulta spento, un elemento che viene giudicato subito rilevante e sospetto. Ad agosto vengono ascoltati tre compagni di giochi dei fratellini di Gravina di Puglia che raccontano di un pomeriggio spensierato a base di risate, scherzi e palloncini pieni di acqua. Uno solo di questi ragazzini dice di aver visto i fratelli salire sull’auto del padre per tornare a casa.

Nel frattempo qualche giorno dopo, il compagno della madre di Ciccio e Tore, viene arrestato per violenza su minore. Intanto le ricerche continuano a spron battuto, ma i due fratellini Pappalardi sembrano essere stati inghiottiti dal nulla. A novembre 2007 la procura procede all’arresto di Filippo Pappalardi, il padre di Ciccio e Tore, conl’accusa di sequestro di persona, duplice omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela e occultamento di cadavere.

Il 25 febbraio 2008 un ragazzino di Gravina, va a giocare nella Casa delle Cento Stanze e cade nel pozzo. Gli altri ragazzi che erano con lui chiedono immediatamente aiuto, e quando i soccorritori tirano fuori il bambino caduto nel pozzo, in quella cisterna trovano qualcos’ altro. Sono i corpi di Ciccio e Tore, ormai mummificati. Ad aprile Filippo Pappalardi viene scarcerato e prosciolto da ogni accusa.

Cosa sia realmente successo in quella cisterna, non è stato ancora chiaramente ricostruito e molte domande rimangono ancora senza risposta sulla tragica fine dei due fratelli di Gravina di Puglia.

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