chiara lubich cristina capotondi
Foto: Ufficio Stampa

“Studiando insieme agli altri sceneggiatori la vita di Chiara Lubich e il suo pensiero, via via mi sono reso conto di quanto Chiara fosse un personaggio originale, unico, incredibilmente avanti. Quanto avesse ancora da dire, e quanto il suo essere leader carismatico donna rendesse ancora più significativo il raccontare la sua vita oggi. Poi è arrivato il Covid, e ho pensato che la luce di Chiara fosse proprio necessaria e che forse questo film arriverà nelle case nel momento giusto”.

Così, Giacomo Campiotti, il regista del biopic su Chiara Lubich in onda questa sera su Rai Uno ha raccontato come si è approcciato a una figura molto particolare della recente storia italiana.

Siamo a Trento, è il 1943. La città è oltraggiata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Chiara Lubich, giovane maestra di scuola elementare, deve interrompere la lezione per condurre i bambini in salvo in un rifugio antiaereo. Là, nel tempo sospeso del bombardamento, ritrova alcuni amici: Ines ed Enrico, prossimi al matrimonio, Natalia e Dori che sognano anche loro una famiglia. Chiara invece vorrebbe solo avere delle risposte ai grandi interrogativi che la attanagliano. Alla fine dell’allarme, Trento mostra le sue ferite tra le macerie. Chiara ritrova i genitori e le sorelle. Suo fratello Gino, medico dell’ospedale, è impegnato a curare i tanti feriti. Qui Chiara Lubitch vede la tragedia con i suoi occhi. Tutto il suo mondo trema. Afflitta dalla devastazione e dal dolore che vede intorno a sé, Chiara cerca disperatamente di dare un senso a quanto sta accadendo.

La situazione peggiora all’indomani dell’armistizio di Badoglio dell’8 settembre. Il Paese è allo sbando. I progetti di tutti sono messi in discussione. Chiara, alla ricerca disperata di un senso, vaga per la città distrutta e, davanti ad una statua della Madonna, si sente chiamata a consacrarsi a Dio.

La decisione di vivere concretamente il Vangelo, condiviso con le sue amiche, scatena le reazioni dei benpensanti.

Che tutti siano uno” è questo il versetto del Vangelo che più ha colpito Chiara Lubitch e che diventa il suo programma di vita incomprensibile per molti. Il movimento dei Focolari, fondato da Chiara Lubitch fu sottoposto ad anni di incheste del Sant’Uffizio.

A interpretare la protagonista nel film Rai è Cristiana Capotondi, che allontana un pò la lente dall’avventura spirituale di Chiara Lubich, per dare all’esperienza di questa giovane donna, una lettura più universale.

“Questa non è la storia di una donna che è circoscritta a un mondo particolare, ovvero quello religioso. Dobbiamo vedere la storia di Chiara come quella che è la storia di una donna che ha una visione nuova del mondo. Una visione ‘politica’, nel segno dell’unione, dell’interesse e della partecipazione di tutti per un obbiettivo comune”.

“Io mi porto a casa un’esperienza molto bella, di spiritualità. Un’ esperienza immersiva, totalizzante. Speriamo di arrivare all’animo degli spettatori anche con l’idea che possiamo proiettarci nel nuovo anno con un approccio totalmente diverso rispetto a quello in cui abbiamo vissuto finora”.

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