Franca Sozzani
Foto:Wikipedia

In chiusura della serie Made in Italy, nei titoli di coda appare una dedica, a Franca Sozzani.

Il personaggio protagonista della fiction Mediaset, la giovane e ambiziosa aspirante giornalista Irene, che con talento e determinazione si fa strada in una rivista di moda, sembra essere ispirato, con molte differenze narrative, proprio all’iconica direttrice di Vogue Italia.

Certo, Irene è figlia di immigrati meridionali e non dell’alta borghesia lombarda come la Sozzani, ma i suoi primi passi nel mondo dell’editoria, gli incontri con quelli che diventeranno i più grandi nomi della moda italiana, l’audacia e l’intuito, sono proprio quelli della grande giornalista scomparsa nel 2016.

D’altronde, la serie narra proprio degli anni magici della nascita, ed esplosione nel mondo, della moda italiana. E di quel fenomeno, Franca Sozzani fu testimone e anche parte attiva.

Nata a Mantova il 20 gennaio 1950, Franca Sozzani veniva da una famiglia benestante. Lei stessa ha raccontato che, se avesse voluto, avrebbe potuto fare a meno di lavorare. Ma il suo lavoro invece divenne il suo destino.

Si trasferisce a Milano per studiare e si laurea in lettere alla Cattolica. A 22  anni si sposa, ma dopo 3 mesi, incinta del figlio Francesco, si separa dal marito. Inizia a lavorare nella carta stampata entrando subito in Condè Nast, a Vogue, nella pubblicazione dedicata ai Bambini.

A 30 anni già dirige il periodico Lei, dedicato alle giovani e giovanissime, per poi prendere anche la direzione di Lui, la versione al maschile.

Ma il nome di Franca Sozzani è indissolubilmente legato a Vogue Italia. L’edizione italiana, sotto la sua direzione, dal 1988 fino alla sua morte, nel 2016, si è distinta per creatività, audacia, intuito, capacità di anticipare tendenze e di crearle.

Vogue Italia, sotto la direzione di Franca Sozzani è divenuto un giornale di riferimento per tutto il mondo della moda internazionale. Anche grazie a prese di posizione importanti che sottolineavano il significato sociale di molti elementi del sistema moda.

Una scintilla creativa inesauribile, osava raccontare quello che il fashion system, prima di lei, preferiva tenere nascosto.

Ancora nei suoi ultimi anni, a chi le chiedeve di quale numero fosse più orgogliosa, Franca Sozzani rispondeva: “Quello del Black Issue”.

Correva l’anno 2008 e il senatore dell’Illinois Barak Obama era sceso in campo per conquistare la presidenza degli Stati Uniti.

A Vogue Italia la direttrice si chiese perché ci fosse tanta sproporzione in passerella e in copertina tra il numero di modelle bianche e il numero di modelle nere. Decise così di dedicare un’intero speciale alle donne black, usando solo modelle di colore con indosso modelli di stilisti africani e accompagnando i servizi con articoli che affrontavano la questione del razzismo nel mondo della moda. Fu un successo, e questo speciale venne ristampato più volte.

Fu solo una delle occasioni in cui Franca Sozzani si dimostrò, non solo una grande esperta di moda, ma anche e soprattutto un’ottima osservatrice della realtà, in grado di raccontarla anche stravolgendo la tradizione delle narrazioni patinate del fashion.

Così, ad esempio, in tempi più recenti, decise di dedicare un numero alle modelle curvy. E affrontò temi come la chirurgia plastica, o la violenza domestica, o la guerra e il terrorismo. Senza allontanarsi dall’essenza glamour della più importante rivista di moda del mondo, riusciva comunque a superarne la sofisticazione scontata dei posati da studio, con narrazioni grondanti di vita, parlando di questioni che nel mondo della moda erano considerate difficili e, spesso, controproducenti da affrontare.

Il suo giornale divenne iconico, perchè dietro c’era l’immenso talento della cacciatrice di stelle. Stilisti, fotografi, modelle: non si contano i nomi di successo scoperti o valorizzati da Franca Sozzani.

Fu tra le prime per esempio, proprio negli anni in cui si svolge il racconto della fiction Made in Italy, a scoprire, apprezzare e lanciare talenti immensi come Giorgio Armani o Gianni Versace. E maestri della luce come Bruce Weber o Paolo Roversi.

Franca Sozzani fu davvero una delle protagoniste del Made in Italy.

Morì nel 2016, a 66 anni, ma per scoprire qualcosa in più su di lei, c’è la lunga intervista- documentario Franca, chaos and creation. In cui la regina di Vogue Italia affida al figlio Francesco Carrozzini, ricordi e riflessioni inedite.   

2 COMMENTS

  1. Mi è molto piaciuta la fiction:”Made in Italy”,forse perché ho sempre amato il mondo della Moda, e il destino m’ha portato a lavorare x 25 anni come MakeupArtist&BeautyCons.x DiorItalia, e proprio da lì, mi sorge 1 domanda con 1 pó di delusa tristezza=”Come mai nella fiction,(oltre il giusto contributo alla grande Sozzani,e a tutti gli Stilisti Italiani,ben rappresentati da altrettanti bravi attori),l’unico messo dietro:”le quinte”con 1 micro apparizione fatta da 1 attorucolo sconosciuto e per nulla somigliante,per cui non è stato dato=Spazio e Merito al più grande fra tutti come:GianFranco Ferrè(apprezzatissimo in Francia e alla Maison Dior)??!!”..(unico attore ché poteva celebrarlo degnamente era=GianLuca Basso=ottimo”PaoloVillaggio”nella fiction sù DeAndrè)..

    • Hai ragione, in realtà anche Versace è stato raccontato poco, solo accennato, o Miuccia Prada che fa solo un’apparizione veloce in una delle puntate. Comunque si sta parlando di una seconda stagione, in cui continuare il racconto da dove si era lasciando, dando il giusto spazio ad altri grandissimi nomi della moda italiana.

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