certificazione parità di genere

Certificazione parità di genere, ci siamo. Il ‘bollino rosa’ che certifica un’impresa che applichi politiche virtuose sul tema dell’equità e dell’inclusione sia nei confronti dei rapporti interni e della gestione delle risorse, sia nel suo porsi sul mercato, è ormai realtà anche in Italia.

Il 1° luglio è stato pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto della Ministra Bonetti del 29 aprile 2022 – emanato ai sensi dell’art 1, comma 147 della legge 30 novembre 2021 n.234 (legge di bilancio 2022) –  che recepisce le “Linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere che prevede l’adozione di specifici KPI (Key Performance Indicator – Indicatori chiave di prestazione) inerenti alle Politiche di parità di genere nelle organizzazioni”, Prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022, quali parametri minimi per il conseguimento della certificazione della parità di genere alle imprese.

Ministra Elena Bonetti: “Una spinta ad investire nel lavoro femminile”

“Si tratta di un importante tassello nella costituzione del Sistema nazionale della certificazione della parità di genere alle imprese, intervento del PNRR a titolarità del Dipartimento per le pari opportunità, che mira ad accompagnare ed incentivare le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il divario di genere.”Spiega la Ministra Elena Bonetti.

“Abbiamo scelto con chiarezza di investire nel lavoro femminile e di accompagnare concretamente le imprese: la certificazione per la parità di genere, strumento fortemente innovativo, attiverà nuove pratiche di carattere aziendale e darà opportunità alle donne– -. Non possiamo più permetterci di lasciare in panchina le competenze e i talenti femminili: liberarli non è soltanto giusto ma necessario ed è la strada che il governo ha deciso di percorrere per far crescere tutto il Paese”.

Nello stesso Decreto è prevista l’“informativa annuale sulla parità di genere”, da parte delle imprese, che rifletta il grado di adeguamento alla UNI/Pdr 125:2022. Ai fini del coinvolgimento delle rappresentanze sindacali aziendali e delle consigliere e consiglieri territoriali e regionali di parità, il datore di lavoro ha l’onere di fornire un’informativa aziendale sulla parità di genere per consentire loro di esercitare il controllo e la verifica del rispetto dei requisiti necessari al mantenimento dei parametri minimi per il conseguimento della certificazione della parità di genere alle imprese.

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