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Il Parco del Colosseo e il I municipio hanno firmato un protocollo che permette ai bambini del territorio di frequentare i centri estivi nei giardini del Palatino

In questo difficile inizio d’estate per molti romani, il Parco archeologico del Colosseo e il Municipio I di Roma hanno ritenuto importante far convergere le proprie singole proposte in un progetto condiviso, nell’interesse della cittadinanza.
Per iniziativa del Servizio Educazione Didattica e Formazione del PArCo in sinergia con l’Assessorato per le Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma, è stato infatti sottoscritto un protocollo d’intesa per accogliere i centri estivi attivati dal Municipio I per il tramite di associazioni e istituti scolastici.
A tal fine e nel rispetto delle norme anti-contagio dettate dalle linee-guida emanate dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia (Presidenza del Consiglio dei Ministri), il PArCo del Colosseo ha individuato al suo interno le aree a giardino più ombreggiate e in prossimità di servizi igienici e fontanelle di acqua potabile, dislocate prevalentemente sul versante orientale del colle Palatino.

Ogni giorno, dal lunedì al venerdì del mese di luglio è prevista la presenza in contemporanea di due gruppi di bambini, per un massimo di circa 60. Il calendario delle presenze, coordinato dal Municipio I, consentirà la programmazione di visite guidate curate dal personale qualificato del PArCO.
La prenotazione potrà essere effettuata solo presso l’Assessorato alla scuola del Municipio I, a questi recapiti: mariaagnese.guazzone@comune.roma.it, 06.69601.274.

I bambini potranno partecipare alle attività dalle 8:30 alle 16:30 (l’uscita è libera e potrà essere anticipata).
Il protocollo varrà come accordo “quadro”, entro il quale nei prossimi mesi saranno inserite una serie di ulteriori attività a beneficio di scolari, famiglie e più in generale degli abitanti dei quartieri limitrofi all’area archeologica del Colosseo, di cui i centri estivi rappresentano oggi solo la prima tappa.
Di fatto, il particolare momento attuale ha solo generato un’ulteriore accelerazione al programma di riavvicinamento alla città condotto dal PArCo del Colosseo fin dalla sua istituzione come ente autonomo nel 2017. Tra gli obiettivi strategici figurano il rafforzamento dei legami con tutto il territorio, raggiungere quelle fasce di società considerate “marginali”, per le quali la frequentazione del PArCo può costituire un’occasione importante di integrazione sociale e culturale, recando anche benefici per l’umore e lo stato d’animo e, non da ultimo, la salute dei visitatori.
“In una fase così difficile per il Paese e la città” tiene a sottolineare la direttrice del Parco Archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, “il PArCo ha sentito il dovere di tornare a essere per il territorio non solo una risorsa culturale, ma anche e soprattutto un luogo del cuore, dove trovare soddisfazione emotiva e relax anche solo passeggiando o sedendo all’ombra dei giardini, tra questi scorci unici, ricchi di suggestioni. E con l’accordo col Municipio I si vuole aprire un nuovo ciclo di riavvicinamento alla città, nel solco di quanto già intrapreso finora”.


“La firma di questo protocollo è il primo passo di una serie di accordi che vogliamo stipulare con i parchi archeologici e i musei di Roma. È da tempo che si cerca di ragionare su una didattica non solo frontale, di rendere la scuola sempre più al passo con i tempi. Vogliamo contribuire a creare modalità diverse dalla lezione frontale, che possano affiancare i metodi tradizionali ma che possano anche cogliere le sfide che questa pandemia ci ha posto davanti, come la necessità di fruire in modo diverso degli spazi intorno a noi.” spiega in una nota la Presidente del I municipio.  “A partire dalle strutture museali, dai parchi archeologici, che permettono, in una città come Roma, densa di Storia, che respira arte, di apprendere in modo diverso. Ampliamo fisicamente gli spazi delle scuole, ma anche idealmente, aggiungendo respiro e visione alla scuola del futuro, che può essere fatta di esperienze anche fuori dalle mura scolastiche, fruendo del nostro meraviglioso patrimonio culturale”. 

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