Chi segue l’universo food su social e tv lo conosce sicuramente, visto che gli si può certamente assegnare la palma dell’oste più popolare d’ Italia su vecchi e nuovi media. Stiamo parlando di Giorgio Barchiesi, noto semplicemente come Giorgione e alfiere di una cucina tutta sostanza e zero fronzoli. Il che non è certo sinonimo di poca cura o studio nella creazione di piatti, tutt’altro.
Giorgio Barchiesi, classe ’57, romano di nascita, ha studiato veterinaria e poi ha aperto un’azienda agricola a Montefalco, nelle campagne umbre dove, nel 2006, ha aperto il ristorante “Alla via di mezzo” che rimane tutt’oggi a conduzione familiare visto che al comando ci sono lo stesso Giorgione e la moglie Marianna. Ai fornelli Giorgione propone una cucina strettamente legata al territorio, di cui abbiamo potuto avere un’esempio nella cena degustazione tenutasi a Vertici, il ristorante del Cardo Hotel di Roma, che ha richiamato appassionati e stampa, tutti curiosi di scoprire la proposta dell’oste che, dal 2012 è diventato anche un volto di punta del Gambero Rosso, che ha organizzato la serata.
La sfilata di prelibatezze giorgioniane è stata accompagnata, per l’occasione da una degustazione dei vini più rappresentativi dell’azienda Spinelli, uno dei marchi abruzzesi più conosciuti al mondo.
A cena con Giorgione: sapori robusti e stagionalità
Nelle eleganti sale del ristorante Vertici, aperto all’interno del Cardo Hotel, nuova struttura a 4 stelle nata da una splendida ristrutturazione a tutto design dell’ex Sheraton dell’Eur, gli ospiti dell’evento sono stati accolti con il calice di bollicine d’ordinanza e bruschette di fegatelli, zucchine e mandorle, e peperoni e noci. Il menù pensato per la serata è stata una full immersion nel mondo gastronomico di Giorgione, un viaggio attraverso alcuni dei piatti più noti dell’oste chef e sicuramente rappresentativi del suo modo di intendere la cucina, legata al territorio e sempre come stella polare sempre la stagionalità.
Tra i piatti proposti al pubblico romano: l’insalata di cavolo rosso con scaglie di parmigiano e una pappa al pomodoro al cucchiaio ricchissima di sapore, entrambi accompagnati da un profumatissimo Pecorino di Spinelli. Per continuare, Giorgione ha proposto ai suoi ospiti un piatto di gnocchi al Sagrantino. Una pasta fresca e dalla forma singolarmente allungata, pronta a raccogliere una salsa avvolgente e piacevolmente poco aggressiva. Ad annaffiare un piatto semplice ma raffinato al palato è stato proposto quello che è un grande vino tutto da scoprire: il Cerasuolo di Spinelli più un rosso scarico che un vero e proprio rosè. Piatto forte, e una delle ricette più conosciute e amate di Giorgione, è stata la morbidissima e saporitissima coppa di maiale brasata, accompagnata dalle patate bavaresi, che arrivano direttamente dai ricordi di infanzia dello chef, che ha rubato l’ispirazione per cucinarle da una sua tata tedesca. Per sapori così ricchi, l’accompagnamento con un vino robusto e di gran carattere non poteva mancare: ed ecco il calice riempirsi del nettare rubino del Montepulciano re dei vini d’Abruzzo.
Ogni piatto è stato accompagnato dal racconto di Giorgione che ne ha svelato non solo l’ispirazione, ma anche le scelte di realizzazione e anche interessanti curiosità, come nel caso del dolce, la Torta della Monaca, una ricetta nata, pare, per venire incontro alle esigenze alimentari di una suora celiaca che non sapeva di esserlo, nel 1200. Un percorso quindi nel gusto ma, come spesso avviene, anche nelle storie e nella cultura dei territori di riferimento.



