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Calcio femminile verso il professionismo? Un emendamento alla legge di stabilità potrebbe aprire la strada a una riforma tanto attesa

“Non è possibile che al Mondiale di Francia, fra le prime otto squadre eravamo le uniche non professioniste”, a sottolineare così, per l’ennesima volta, una stortura che è ora di correggere, è stata la capitana delle Azzurre, Sara Gama. La calciatrice ha commentato così la notizia che il mondo del calcio femminile aspetta da molto. Si tratta di un emendamento alla Legge di Stabilità che prevede un incentivo alle società che stipulino con le atlete un contratto di lavoro sportivo, incentivando così, di fatto il passaggio dal modello dilettantistico a quello professionistico che tutto l’universo del calcio femminile italiano reclama ormai da tempo.

L’emendamento proposto non riguarda solo le atlete del calcio femminile ma anche quelle che militano in squadre di volley e di basket e di rugby.

La proposta prevede che lo stato si occupi del 100% dei contributi prevdenziali per le atlete fino a un massimo di 8000€ l’anno, che corrisponde a un lordo di 30000€.

Un incentivo molto sostanzioso quindi, che dovrebbe spingere tante società a regolarizzare in modo professionale il rapporto con le loro atlete.

Un’apertura al professionismo che le tantissime ragazze e bambine che praticano con passione il calcio in Italia aspettano da tempo.

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