bud spencer
Foto: ©Archivio Italfoto

Un tuffo nel mondo colorato e multiforme di Bud Spencer. Un personaggio che, a 5 anni dalla morte, ancora si porta dietro un’onda di ammirazione e amore da parte di enormi schiere di fa. Fan, che hanno già segnato in agenda in rosso la data del 27 giugno prossimo. Quel giorno, a Berlino, secondo quanto annunciato dagli organizzatori, inaugurerà il primo museo al mondo dedicato all’amatissimo attore italiano.

“I tedeschi ci hanno pressato per avere una mostra su Bud Spencer e ora vogliono che la cosa diventi permanente. Ci hanno confermato che a giugno il museo aprirà. Siamo felicissimi, sappiamo che c’è già grande attesa. Lo spazio è bellissimo, in pieno centro. 500mq in cui si potranno ammirare scatti, e cimeli e anche fare ‘esperienze’ legate ai film di Bud. E’ un regalo per i fan di tutta Europa”.

Racconta Cristiana Pedersoli, la seconda dei tre figli che Bud Spencer ha avuto dall’amatissima moglie Maria Amato .

La famiglia è stata coinvolta e sta seguendo l’allestimento del museo, ci può anticipare qualcosa di quello che vedremo?

“Foto, copioni originali, cimeli, il camioncino dei gelati, qualcosa delle sue amatissime collezioni di aerei, strumenti musicali, la lettera di Ermanno Olmi in occasione del Premio David di Donatello e, mai esposte, le medaglie di quando, da giovane, era campione di nuoto e pallanuoto. Le ho ritrovate da poco per caso in un vecchio baule e il pubblico non le ha mai viste”.

Non solo il Bud Spencer attore, ma anche il talento multiforme che lo ha fatto essere di volta in volta campione olimpionico, musicista, imprenditore, pilota, inventore e tanto altro.

E’ stato, come dice Cristiana Un uomo che ha amato la vita e ci si è buttato a capofitto.  Credo davvero che la sua sia stata una vita speciale. Era un vulcano di energia, di curiosità di talenti e credo che il valore aggiunto per lui era il carattere.

Era una persona che viveva nel momento, non pensava mai al passato, non si faceva abbattere dalle delusioni né trascinare dalla rabbia e credo che tutto questo in qualche modo sia arrivato al pubblico, al di là del personaggio cinematografico”.

Pensa che sia questo il segreto della sua grande popolarità?

“Io ancora ne sono stupita. Non immaginate le persone che mi scrivono tutti i giorni per parlare di lui. Una volta andai a un raduno di fan: tre giorni di festa a tema Bud Spencer e Terence Hill, gli organizzatori mi affidarono a due guardie del corpo per paura dell’entusiasmo della gente che mi voleva avvicinare e conoscermi solo perché sono la figlia di Bud.

Ormai ci sono almeno quattro generazioni di fan.  E sì, penso che l’amore del pubblico vada oltre il personaggio e sia legato al fatto che mio padre è riuscito a trasmettere tutta la sua gentilezza, la sua energia e il suo modo di guardare al mondo con il suo sguardo sempre bambino. Sempre pronto a lasciarsi incantare e a buttarsi a capofitto nelle cose”.

Anche nel cinema si buttò a capofitto dopo la carriera sportiva

“Il successo cinematografico, come molte cose nella sua vita, è arrivato praticamente per caso. E’ successo che un gruppo di persone di talento si sono incontrate e hanno creato qualcosa che ha lasciato il segno. La stessa coppia vincente con Terence Hill è nata in modo del tutto casuale: l’attore che doveva recitare con mio padre si infortunò la notte prima dell’inizio delle riprese e, all’ultimo momento chiamarono Terence Hill, che si chiamava ancora Massimo Girotti. Si sono trovati, si sono piaciuti e si è creata subito quella magia sul set che ha fattola loro fortuna. Anche nel cinema comunque mio padre ha voluto portare la sua personalità e il suo modo di vivere. Lui accettava solo ruoli del buono, di chi era dalla parte dei più deboli e li difendeva dalle ingiustizie. Voleva che il personaggio coincidesse con quello che era lui e quello in cui credeva.”

Cosa manca a 5 anni dalla scomparsa di più dell’artista Bud Spencer e dell’uomo Carlo Pedersoli?

“Per me, il mondo senza di lui è un posto meno bello. Penso che manchi l’energia e la leggerezza dei suoi film. Dell’uomo, mi mancano molte cose, ma soprattutto il suo essere un continuo insegnamento di vita per me.”

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