Che cosa succede quando la narratrice di una famosa serie tv in costumi d’epoca diventa la protagonista indiscussa della nuova stagione? Ecco l’attesissimo terzo capitolo per Bridgerton, la cui prima parte di episodi sarà disponibile su Netflix a partire da giovedì 16 maggio e che vede come protagonista dell’intreccio principale la sorella minore delle Featherington, la “zitella” Penelope. Eh sì, perché ormai Prudence e Philippa sono “sistemate”, l’unica a mancare è lei e la prima a considerarla un caso perso è proprio la madre che le ricorda  come sia arrivata per lei la terza stagione in società senza aver ricevuto nessuna proposta di matrimonio.

 Come Lady Portia, così anche le altre madri fondamentali nell’intreccio narrativo seguono man mano sempre con meno presenza fisica il destino dei loro figli, facendosi gradualmente un po’ più da parte rispetto al passato; questo a differenza delle madri super ambiziose ed invadenti delle altre pretendenti.

E poi entra in scena la madre di tutte le storie di Bridgerton, Lady Whistledown; ma stavolta giochiamo anche noi spettatori nel ruolo di generatori di storie, di parole; non più solo osservatori, ci troviamo anche noi a girare in questa giostra in cui cambiano continuamente i punti di vista, a volte con e altre, occorrerebbe dire, al posto di Penelope.

Esattamente come la giostra di cristallo che svetta nell’originale parrucca della regina Carlotta in uno di questi nuovi episodi, anche noi vediamo rifrangere la luce della realtà in tanti modi diversi, in tante sfaccettature di cristallo di cui è fatto il cigno dell’esuberante carillon indossato dalla regnante.

Curioso però è anche che questa partita a scacchi, che nelle prime due stagioni veniva portata avanti da Lady Whistledown e dalla sovrana, veda in Bridgerton 3 la regina farsi dare sempre più suggerimenti dalla fidatissima confidente Lady Dambury e dal suo alfiere (il valletto Brimsley, che abbiamo conosciuto meglio nello spin- off La Regina Carlotta) che sbircia ogni tanto durante la sua lettura le cronache di L.W e le da consigli.

Bridgerton 3 quindi, vede molta più coralità rispetto alle precedenti stagioni, secondo quel gioco dell’identificazione del lettore (e di conseguenza dello spettatore) tanto caro alla letteratura.

 Gradualmente, quindi, ci addentriamo in questa metanarrazione in cui ascoltiamo la voce fuori campo di Lady Whistledown che commenta, tra le altre, anche le sue azioni e che al tempo stesso si lascia trasportare dalle storie romantiche delle sue letture. Ma quello di Penelope non è l’unico punto di vista che cambia; in Bridgerton abbiamo imparato che esistono tanti piccoli narratori e consiglieri all’interno della storia che in questo terzo capitolo, dall’essere super partes si trovano alle prese con diversi scandagliamenti psicologici ed emotivi.

E a proposito di analisi psicologiche approfondite, possiamo dire come lo spin off sulla Regina Carlotta sia stato da un lato propedeutico a questa terza stagione, dall’altro ne sia il compimento, ponendosi al tempo stesso premessa e svolgimento psicologico, soprattutto al femminile, di questa stagione. Il tema della maternità diventa quindi da parte integrante della storia a visione globale.

 Bridgerton 3 è una stagione che guarda al futuro, un intreccio narrativo che racconta tra le principali preoccupazioni di diversi personaggi quella di avere un erede, seppur con motivazioni diverse: da Anthony Bridgerton e la moglie Kate  alle sorelle  Featherington, Prudence e Philippa. Una maternità fisica ma non solo.

Si tratta infatti di una narrazione che sembra voler sottolineare sempre di più l’importanza della libertà dal giudizio degli altri, “Non si vive per compiacere gli altri”, della cultura (quasi l’intero quarto episodio si svolge in una biblioteca) e di distanza dal passato “Le vite passate sono luoghi pericolosi da rivisitare”. Cambiamento è quindi la parola d’ordine che caratterizza questa nuova avventura della nobiltà londinese ispirata ai romanzi rosa di Julia Quinn, che inizia con tante novità: dal ritorno di Colin alle due Bridgerton, Francesca ed Eloise, partecipanti al contempo al ballo delle debuttanti in cerca di pretendenti.

Dalle nuove amicizie ai nuovi titoli nobiliari, dalle nuove conoscenze ad evoluzioni in qualche orientamento sessuale, fino ai nuovi vestiti di Penelope. Cambiamenti interiori ed esteriori per praticamente tutti i personaggi della serie, i quali si trovano alle prese con la perdita della loro staticità. Come dice Lady Whistledown “Cari gentili lettori quando giunge l’onda del cambiamento”… e si sa, quando gli equilibri cambiano, tutti sono tirati in ballo. Quella dimensione di ballo, di movimento  che,  a proposito di coralità, possiamo annoverare tra i protagonisti di Bridgerton 3.

 La prima stagione era focalizzata sulla passione e sulla sfera sessuale, la seconda sui sensi di colpa e le alte aspettative familiari, mentre questa terza evidenzia un altro aspetto dell’amore, il gusto della maturità.

 Bridgerton 3 verte sulla dimensione del costruire una eredità futura, sempre di più sull’essere controcorrente ma senza perdere una grande dose di ironia. Quella dimensione di maturità sentimentale che inizia con l’abbandonare la casa della madre, come è desiderio della protagonista. Mai come in questo capitolo quindi emerge che le figure come Francesca o Colin, che hanno fatto esperienza all’estero o come Eloise e Penelope che divagano con la mente nei libri, abbiano decisamente una marcia in più.

L’ invito dell’autrice è quello di volare in alto come la mongolfiera che tenta di librarsi nel cielo; ovvero di quell’arte del dialogare e del creare relazione, come quando Colin decide di impartire delle lezioni a Penelope per essere più sciolta nelle conversazioni con i pretendenti.  Si perde un po’ quella dicotomia sesso e amore del passato e il registro delle conversazioni è cambiato, come quelle che vedono il nuovo personaggio di Lord Debling protagonista. Tra scoperta di talenti, etichette e canoni della buona società invertiti, indipendenza e tanto altro, tutte le storie in Bridgerton 3 scopriranno come la vera libertà non è quella che rende senza regole ogni nostro agire.

E’ quello con cui dovrà fare i conti Lady Whistledown e la sua penna… Lei, abituata a tessere trame e pettegolezzi di tutta la nobiltà londinese, non è più giudice esterno ma protagonista tra gli altri di questi intrecci e noi abbiamo il privilegio in questa occasione, come lei, di sentirci a volte osservatori esterni e altre parte integrante dell’intreccio. E si sa “Lo stolto si affretta a giudicare dove il saggio osserva e attende”. E noi non possiamo fare altro che attendere.

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