Home Cinema “BIA”: VITA E LOTTE DI UNA DONNA IN PERIFERIA

“BIA”: VITA E LOTTE DI UNA DONNA IN PERIFERIA

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Una storia forte ma credibile, di vita e di periferia, di destini inevitabili,di battaglie e sconfitte, di amore e amicizie. E‘”Bia” il secondo cortometraggio di Valerio Nicolosi, tratto dal libro “Bar(n)Out” di Paolo Verticchio e Valerio Nicolosi, entrambi nati e cresciuti nella periferia raccontata nelle pagine e nelle immagini dei corti.  Il film, verrà presentato in anteprima venerdì 27 ottobre presso la Dolce Vita Galley di via Palermo.

Bia racconta una storia della periferia romana a cavallo tra gli anni ’90 e i primi 2000. La crudezza delle scene di vita quotidiana rappresentate nel corto sono le stesse vissute dal regista e da coloro che nei sobborghi imparano a sopravvivere perché spesso non c’è una facile via d’uscita.

Un’amicizia profonda, l’amore che innalza e distrugge, la solitudine di un brivido che rompe il fiato.

Bia” racconta le vite di cinque personaggi che si intrecciano tra loro in un contesto arido e feroce, dove la vita chiede sempre il conto. Dove non piange quasi nessuno e la speranza è soltanto un piccolo mucchio di polvere scura tenuta tra le bollette da pagare.

Bia, la protagonista del cortometraggio, non è nata nella periferia romana ma vi si è dovuta adattare. E’ stata costretta a trovare un modo per viverci al meglio perché quello diventa tutto il suo mondo da quando è rimasta orfana. “Bia” è una donna tenace e innamorata, ma si ritroverà a fare i conti con un degrado che non le appartiene, che la fagocita e che lei fa suo. Arriverà addirittura a sentirsi in colpa per il disagio che la circonda e intraprenderà strade impervie e pericolose per trovare una soluzione che possa salvare più esistenze. La dipendenza dall’eroina di Mel, suo compagno di vita, le bollette da pagare, il rischio di sfratto e la luce in fondo al tunnel che si spegne come una candela sfiatata. 

Bia cercherà e troverà la forza di combattere e reagire, ma la vita spesso presenta un colto più salato di ciò che ci aspettiamo.

C.S.

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