Bangla, il film che racconta la realtà multietnica e vitale di TorPignattara conquista la prima serata in Tv, con lo speciale di RaiDue

A Torpigna ci sono tre squadre che si sfidano: gli stranieri, gli hipster e i vecchi”. Alzi la mano chi ha mai sentito una definizione più concisa e al contempo puntuale di Torpignattara, il quartiere romano che tutti saprebbero nominare ma pochi descrivere. Per farlo c’era bisogno di un autoctono, di qualcuno che conoscesse i punti di vista di tutte le “squadre” e che sapesse raccontarli per bene. Ci ha pensato Phaim Bhuiyan, regista interprete e autore di “Bangla”, Nastro d’Argento per la miglior Commedia 2019. Il film è arrivato nelle sale lo scorso 16 maggio, ma l’8 ottobre tornerà in grande stile su Rai 2 in prima serata, nell’ambito del Prix Italia 71, che celebra la cultural diversity. 

Carlo Freccero, direttore di Rai 2, lo ha definito “un gioiello straordinario” e in effetti “Bangla” brilla di una luce particolare. Al centro, come si conviene, c’è una storia d’amore. Quella tra Phaim – “50% bangla, 50% italia, 100% Torpigna” per sua definizione – e Asia, figlia della Roma bene, libera ed emancipata come vuole l’Occidente, con questo nome che suona come una patria ritrovata. Da un solo bacio tra i due si genera uno scontro che spazia su culture, religioni, famiglie. Phaim viene da un nucleo matriarcale, di religione musulmana, con idee molto rigide su matrimonio, sesso e legami. I genitori di Asia sono divorziati e la madre ha una nuova compagna, credono fermamente nella libertà di azione e pensiero, fanno parte di quella sinistra che è più una decisione morale che politica. 

Phaim è parte integrante di quella “seconda generazione” che vive a cavallo tra due mondi, senza l’enfasi straordinaria che solo chi non ne fa parte gli dà. È figlio di migranti, nato e cresciuto in una grandissima Roma e molto lontano dal suo originario Bangladesh. A rispettare i suoi costumi ci tiene, specie per ringraziare i suoi genitori, si fida molto del suo imàm ma anche i consigli del suo amico che spaccia al parco gli sembrano sensati, e poi al cuore non si comanda. Asia da questo apparente conflitto è attratta, divertita dalle regole e stupita dalle fantasiose soluzioni che Phaim inventa per non bypassarle. 

Intorno ai due giovani cuori – scenario e terzo protagonista tutt’altro che muto – c’è il quartiere di Torpignattara. Multiculturale, ambiguo, sempre sveglio e, come lo definisce Phaim, “pieno di gente”. “Bangla – suggerisce Freccero – riesce a raccontare Torpigna in modo non didattico, affrontando anche la gentrificazione in modo scanzonato”. La “gentry”, quella borghesia che arriva in periferia, per Phaim sono gli hipster. Che fanno sempre gli aperitivi, hanno lavori creativi che li pagano pochissimo e hanno rinnovato il quartiere per l’ennesima volta, tanto che “ormai i vecchi non sanno più di che cosa lamentarsi”. 

Germogliato tra Pigneto e Tiburtino, Torpigna il miracolo di Asia e Phaim lo fa accadere ogni giorno. Crocevia di incontri, “racconta che Roma non è un inferno – dice Freccero – ma una metropoli con un cuore”. Dimostra, senza forzature, che la convivenza vince sempre, con uno spirito di adattamento che sconfigge ogni ostacolo artificiale. Lo pensa anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, intervenuta con Freccero e Phaim per festeggiare l’arrivo di “Bangla” in tv. “Abbiamo avuto qualche periodo in cui il diverso doveva far paura – racconta la sindaca – ma credo che ora sia finito. Roma è sempre stata una crocevia di culture e mantenere questo ‘meticciaggio’ di cui parla Phaim è uno sforzo che fa anche l’amministrazione”. 

“Bangla mostra la normalità di questo mix – continua – senza finzioni. Ormai Torpignattara non è più periferia, è uno dei centri di una città multi-centrica”. Raggi parla dell’impegno del comune nel ricreare, tramite singoli progetti di riqualificazione, i “posti della città”. In luoghi come il quartiere di “Bangla” si prova a costruire dei ponti. “Quando conosciamo la storia di una persona diversa da noi quella diversità non sembra più insuperabile”, la ricetta per la sindaca è evolversi mantenendo intatte le tradizioni che costituiscono l’identità romana. “Non c’è una soluzione facile – chiarisce – ma la leggerezza di film come questo fa capire come questa sia l’idea migliore”. 

L’8 ottobre su Rai 2 “Bangla” proverà a compiere questa missione a livello nazionale: dipingere Torpigna a chi la vive e a chi non l’ha mai vista, che non faticherà comunque a riconoscerne una sua personale. Il lavoro di Bhuiyan parla forte e le città come Roma hanno una responsabilità chiara: crescere, evolvere e accogliere, sempre più.


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