Siete alle prese con un divorzio e avete bisogno di qualche chiarimento sull’assegno di mantenimento?

Volete sapere esattamente che cosa, e come funziona per far valere meglio i vostri diritti?

Qui ce lo facciamo spiegare dall’avvocata di Torino esperta di divorzio Anna Sagone.

Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Il cosiddetto assegno di mantenimento al coniuge e ai figli è un credito che può vantare l’ex coniuge e i figli in seguito alla separazione e divorzio della coppia. Il mantenimento, quindi, è un’obbligazione che nella maggior parte dei casi gli avvocati divorzisti sottopongono al Giudice nelle cause di separazione e divorzio, che si quantifica in un assegno di mantenimento per il coniuge e i figli e che l’ex coniuge più forte economicamente garantisce a quello più debole per garantire la sussistenza.

Come viene calcolato il mantenimento e quanto spetta alla moglie e ai figli in caso di separazione

Il calcolo dell’assegno di mantenimento alla moglie non è semplice, come ci afferma. Infatti ci sono molte varianti che possono giustificare anche la revisione dell’assegno di mantenimento per l’ex coniuge, per esempio:

  • se questi instaura una nuova relazione, anche di fatto;
  • oppure se l’ex coniuge che da l’assegno di mantenimento si ritrova disoccupato;
  • se il il coniuge disoccupato beneficiario dell’assegno di mantenimento non lavora ma perché non ne ha voglia disponendo delle condizioni per farlo, come il titolo di studio.

Ecco come viene calcolato il mantenimento all’ex coniuge e quanto spetta alla moglie separata

Non esiste uno strumento di calcolo o una percentuale sul reddito, con la quale calcolare la cifra da dare per l’assegno di mantenimento all’ex coniuge senza reddito.

Infatti, ormai da qualche anno, la Corte di Cassazione in Italia ha stabilito che l’assegno di mantenimento post divorzio non deve garantire lo stesso tenore di vita che l’ex coniuge teneva durante il matrimonio, ma deve solo garantire un reddito alla moglie sulla base dell’indipendenza e dell’autosufficienza economica di entrambi i coniugi. Significa che il mantenimento alla moglie in caso di separazione è stabilito valutando i redditi di qualsiasi natura, l’eventuale disponibilità della casa di abitazione, la sussistenza di cespiti patrimoniali mobiliari e immobiliari e le capacità e le possibilità effettive di lavoro del beneficiario.

L’assegno di mantenimento al coniuge non è un credito alimentare. Ecco quando gli alimenti possono essere portati in compensazione

Ecco perché l’assegno di mantenimento della moglie e dei figli non ha valore di credito alimentare e non sempre può essere compensato con eventuali crediti, che l’obbligato al mantenimento vanta nei confronti dell’ex coniuge. Volessimo riassumere il tema possiamo dire che:

  • non è prevista la compensazione dei crediti con il mantenimento dei figli;
  • è prevista la compensazione dell’assegno di mantenimento al coniuge, solo quando si trova in accertato stato di grave bisogno.

Infatti, è solo il grave bisogno dell’ex coniuge che assicura all’assegno di mantenimento il valore di obbligatorietà degli alimenti. Il motivo è semplice, l’assegno di mantenimento al coniuge ha natura assistenziale derivante dal vincolo coniugale, ma non ha la natura tipica di un credito alimentare derivante dall’incapacità della persona che versa in stato di bisogno, di non essere in grado di provvedere al proprio mantenimento. Non sempre questa condizione si verifica, ovvero non sempre il coniuge che vanta il credito versato dall’obbligato con l’assegno di mantenimento, non è in grado  di provvedere da solo al proprio mantenimento. Ecco perché è fondamentale rivolgersi ad un avvocato in caso di divorzio e separazione, perché le fattispecie non sono generali ma vanno valutate caso per caso

L’assegno mantenimento al coniuge per quanto tempo dev’essere corrisposto

In caso di divorzio non è possibile stabilire per sempre quel che accade dopo ai due ex coniugi. Ecco perché è importante capire se si può compensare un credito con un debito. Ancora è importante sapere fino a quando l’ex marito deve dare l’assegno di mantenimento all’ex coniuge o ai figli. La buona notizia è che gli avvocati che si occupano di separazione e divorzio, temi che investono anche altri ambiti come quello della violenza sulle donne, potranno confrontarsi con un Tribunale dedicato alla Famiglia, come previsto dalla recente riforma della Giustizia. 

Durata del mantenimento per il coniuge e per il figlio. Ecco quanto si paga per il mantenimento di un figlio

Sono passati 50 anni dalla legge sul divorzio e rispetto ad allora molte cose sono cambiate. Abbiamo già visto che possono subentrare nuove condizioni di vita che possono liberare l’ex marito dall’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento alla moglie, prima tra tutte una nuova convivenza dell’ex moglie. Ma si discute anche di altre condizioni come quella della durata dell’assegno, considerando l’eventuale stato di disoccupazione della moglie ma anche la vicinanza alla pensione o l’esistenza di un reddito alternativo all’assegno di mantenimento, come quello del reddito di cittadinanza.

Di sicuro non può cessare l’obbligo a mantenere i figli, anche maggiorenni, se non dopo che questi abbiano trovato un lavoro sempreché abbiano voglia di lavorare, ovvero l’obbligo al mantenimento potrebbe cessare se è provato che il figlio non ha voglia di lavorare, lasciando solo quello agli alimenti.

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