Una figura diventata nota in una stagione irripetibile del cinema italiano, definita da molti se non da tutti la maggiore attrice del neorealismo: parliamo di Anna Magnani alla quale è dedicata la mostra “Anna Magnani. Una vita per il cinema” che si terrà fino al 22 ottobre alla sala Zanardelli del Vittoriano. Un allestimento che intende ricordare una grande donna che è stata modello di libertà e intraprendenza nella storia del nostro Paese e del suo cinema: Anna Magnani che rappresenta la nostra città e l’Italia nel mondo e della quale si è voluto restituire un’immagine più completa possibile.

Il curatore, Mario Sesti racconta: “E’  stata una sfida raccontare questo personaggio nello spazio di una mostra, soprattutto quando si considera  la figura dell’attore come giacimento espressivo come fu appunto la Magnani.”

Nannarella fu fonte di ispirazione per molti scrittori: da Tennesse Williams a Giuseppe  Ungaretti che la definì la più grande attrice del nostro secolo. Dall’allegria al dolore Anna Magnani fu una donna che visse  la sua vita privata e professionale al massimo dell’intensità. A partire dal cinema e dai suoi successi, a cui è dedicata la  prima sezione della mostra. Un primo tratto del percorso a lei dedicato è legato all’immaterialità dell’immagine e a 4 pietre miliari del cinema italiano che la resero nota: Teresa venerdì di Vittorio De sica, Roma di Federico Fellini, Bellissima di Luchino Visconti e Roma città aperta di Roberto Rossellini con l’urlo più forte della storia del cinema.

A questa prima sezione legata al cinema e al suo immaginario, materiale concesso dal Centro sperimentale di cinematografia, segue la sezione del vissuto. In cui piuttosto che l’idealizzazione ci viene svelata una Magnani inedita con foto giornalistiche più che posati, dove si privilegia la realtà attraverso un’attenta e varia documentazione fotografica: è qui che sono stati uniti volutamente momenti sul set e fotogrammi di vita collettiva, dalla vittoria come prima attrice europea dell’Oscar come migliore attrice per “La rosa tatuata” di Daniel Mann, a scene di vita quotidiana fino ai suoi tanti amori.

Una vita privata segnata dalla parabola dell’abbandono come anche al cinema dove ottenne fama di vasto pubblico quando ormai non poteva più recitare. Una donna a tinte forti nel privato come nel pubblico: famosi i suoi litigi nelle sue relazioni sentimentali come anche nella sua carriera e il suo no più grande a De Sica per l’interpretazione de “La ciociara”.

Una duttilità espressiva che emerge forte dalle immagini raccolte in questo allestimento dove si passa dalla natura primordiale e ancestrale dell’attrice, in Camicie rosse di Alessandrini o  Nella città l’inferno di Castellani, fino alla sofisticatezza di “Abbasso alla ricchezza”di Righelli dove recita a fianco di De Sica.

Un’icona popolare ma che ebbe la capacità di tenere uniti gli estremi opposti, di lavorare con Visconti  in Bellissima e con Pasolini in Mamma Roma, assimilando e rielaborando per il pubblico in maniera originale due stili completamente diversi.

Una mostra, quella del Vittoriano, dedicata alla plasticità dell’attrice ma anche al suo movimento vitale  e alla sua energia restituiteci pienamente nei video provenienti dall’Istituto luce e dalle Teche Rai.

Il 24 e il 31 luglio e il 7 agosto saranno proiettati ‘Mamma Roma’, ‘Bellissima’ e ‘L’amore’, preceduti da testi di interviste e scritti della Magnani recitati dalla nipote attrice, Olivia che ha collaborato alla realizzazione della mostra.

Anna, icona della romanità, che ci lascia in eredità oltre alla forza delle sue interpretazioni l’idea che nella vita a volte è bello lasciarsi travolgere dalle emozioni.

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