Attrice, scrittrice, curatrice di una rubrica fissa sul settimanale Chi, Antonella Ferrari è una donna serena, appagata, con una vita affettiva piena, accanto al marito Roberto che cerca di starle vicino il più possibile. Antonella Ferrari combatte da tempo con la sclerosi multipla. La malattia ha iniziato a rivelare i primi sintomi quando lei era adolescente, ed è stata diagnosticata quando, a vent’anni, era una donna nel pieno della sua voglia di vivere.

Fortunatamente il suo carattere le ha dato una grossa mano e sfidando con tenacia tutte le difficoltà della malattia, Antonella è riuscita a svolgere il lavoro che ama con successo. Ma, come si legge nel suo secondo libro “ Comunque mamma”, uscito in questi giorni per Harper Collins, non ha potuto realizzare il più grande sogno: quello di avere un figlio suo, ma neppure adottivo. “ Perché- scrive con rammarico- una come me, secondo la società, non è in grado di occuparsi di un bambino. Partendo da “una ferita ancora aperta”, dalla necessità di venire a patti con il dolore, Antonella Ferrari ha deciso di mettersi a nudo e raccontarsi senza far mancare mai l’ironia e la leggerezza. E il suo secondo libro è in pratica la storia di un sogno negato, ingiustamente, a lei e molte donne. Ma al tempo stesso è la storia di una donna che sta cercando di imparare a vivere bene, anche senza essere madre e che sta provando a inseguire vie alternative alla maternità.

Intervista a Antonella Ferrari: “Racconto la mancata maternità per non far sentire sole le donne che hanno avuto la stessa esperienza”

“Ogni strada- racconta l’attrice-scrittrice- fino a qualche anno fa, sembrava essere sbarrata. Era difficile, se non impossibile, per esempio, accedere alla fecondazione assistita o adottare. “ Al punto che i medici, incapaci di capire il mio problema, mi dicevano di pensare piuttosto alla malattia, all’urgenza di combattere contro le conseguenze della sclerosi multipla, invece che alla maternità”. Antonella Ferrari, pur nell’angoscia del suo desiderio non capito, ha sempre cercato di avere un comportamento positivo e di considerarsi madre in altri modi. “Sono stata aiutata dalla realizzazione artistica, dall’amore della mia famiglia, prima di tutto di mio marito Roberto e dall’amore del mio inseparabile cagnolino Grisù, il mio “bambino peloso”, che purtroppo adesso è un vecchietto con qualche acciacco e tanti anni sulle spalle”.

Comunque mamma, descrive molto bene, anche con un pizzico di rabbia la storia di un sogno negato, “ingiustamente a me e a molte donne”. “La sclerosi multipla l’ho accettata”, dice Antonella Ferrari che da più di vent’anni è madrina dell’AISM ( Associazione Italiana Sclerosi Multipla). “Diciamo che ci ho fatto pace. Ma l’impossibilità di diventare mamma è una ferita che probabilmente non si rimarginerà più: sinceramente mi sento sempre unna donna a metà”.

Nel suo primo libro “ Più forte del destino” edito da Mondadori, la Ferrari ha raccontato la sua storia prima e dopo la sclerosi multipla. E tante persone con la stessa patologia, dopo averlo letto si sono rivolte a lei per avere consigli e per condividere lo stesso dramma.

Comunque mamma, Antonella Ferrari su maternità e disabilità c’è ancora una battaglia da fare

Antonella Ferrari perché con il secondo libro ha voluto tornare sull’argomento, puntando sul tema della sua mancata maternità?

“Ho pensato che puntare il racconto sul mio problema di mancata maternità, potesse aiutarmi a sopportare una ferita ancora aperta. Ma volevo anche permettere a tante donne come me di non sentirsi sole. Di diventare mie compagne di viaggio, perché i problemi vissuti insieme diventano meni gravosi”.

Il suo è un desiderio che arriva da lontano, dal profumo di borotalco che,come scrive, sentiva quando, a 19anni, teneva in braccio sua nipote Federica, ora diventata donna e mamma. Ci racconti

«Sì, da sempre ho sognato una famiglia e tanti figli Ho sempre immaginato il momento in cui andavo dai miei genitori a dire: “sono incinta”. Purtroppo negli anni,dopo tante battaglie a vuoto, ho capito che non avrei potuto fare il mio annuncio, anche se non mi sono mai rassegnata”…

Tante persone con disabilità però sono riuscite ad avere figli o naturali o adottati

“Nel mio caso, come racconto nel libro, sono stati fatti tanti sbagli. Non mi hanno mai detto, per esempio, che avrei potuto congelare gli ovuli. E quando l’ho rinfacciato ai miei medici mi hanno risposto che all’epoca della diagnosi non ero sposata e nemmeno fidanzata, e che loro avevano soprattutto il dovere di curarmi. Non li ho mai perdonati, perché mi hanno impedito di realizzare il mio sogno”:

Quando è sul palcoscenico, per i suoi spettacoli, riesce a sentirsi comunque felice?

“Il lavoro, ma soprattutto la fede in Dio, che non mi ha mai lasciato ,sono stati di grande aiuto. E questa per me è una grande fortuna”..

E’ vero che inizierà una battaglia per aiutare le donne con disabilità e malattie come la sclerosi multipla, ad avere figli o ad adottarne?

“ Sì. Sono una combattente e non mi arrenderò mai. Chi vuole aiutarmi può unirsi a me ( già l’Aism lo sta facendo). Insieme si può vincere qualsiasi battaglia, che da soli diventa insormontabile”.

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