Antonella Bellutti è la prima donna che si candida alla presidenza del Coni in 103 anni di attività del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

3 ori olimpici (2 nel ciclismo, 1 nel bob), commendatrice della Repubblica, attivista per i diritti delle donne, della comunità Lgbtq+ e dei lavoratori nel mondo dello sport, si appresta ad affrontare una sfida inedita.

Ad annunciarlo è lei stessa, durante una conferenza stampa in cui spiega le sue motivazioni, che molto hanno a che fare con una volontà di cambiamento e apertura dello sport italiano.

“Non è facile mettersi in gioco, esporsi a rischi a critiche, a fatica, ma per me è più difficile non farlo, se è per una causa giusta. So che non sarà facile sfidare quella che è, di fatto, una vera roccaforte maschile. E’ un’idea che maturo da qualche anno. Lo sento quasi un modo per esprimere la mia gratitudine nei confronti del mondo dello sport che mi ha dato tanto”.

Speiga così, Antonella Bellutti, la sua ‘discesa n campo’.

“Dalla fondamentale riforma Melandri del 2000, gli atleti sono potuti entrare in organismi dirigenziali sportivi. Da allora però, abbiamo continuato ad avere un ruolo sostanzialmente marginale. Con la mia candidatura alla presidenza del Coni, punto a un nuovo salto di qualità. Spero di far capire a tutti che gli atleti possono dirigere lo sport al più alto livello e contribuire a liberarlo da loghiche di potere e di burocrazia che penso sia ora di cambiare”.

La visione dello sport di Antonella Bellutti è quella di un mondo che si deve sempre più aprire, diventare sempre più invlusivo, abbattere barriere e pregiudizi.

“Metto a disposizione dello sport le mie energie con la speranza di contribuire a togliere un pò di personalismo e dare una visione più collettiva. Una visione capace di includere e valorizzare tutte le realtà di questo mondo, comprese quelle sottostimate, una visione per esempio, che non faccia più differenze tra normodotati e atleti paralimpici. Vorrei battermi contro discriminazione e pregiudizi perchè io li ho subiti. Oggi non mi sento più vittima anzi, penso di essere portatrice del valore aggiunto di chi la discriminazione la conosce e vuole contrastarla. Vorrei dare un contributo di giustizia nello sport ma anche attraverso lo sport”.

Antonella Bellutti è la prima donna a candidarsi alla presidenza nella storia del Coni, e già per questo, la sua scelta suona di ‘rottura’. Vuole farsi portavoce di esigenze che finora hanno trovato poco ascolto nelle alte sfere del mondo sportivo. Il valore della sua candidatura è anche in questa determinazione a svecchiare apparati burocratici, a smuovere le acque e a esaltare anche a livello dirigenziali i veri valori dello sport.

“Sono molto fiera di questa avventura come donna, come atleta, come componente della comunità lgtbq+ e vorrei che tue queste mie diversità possano portare punti di vista nuovi, al fine di arricchire lo sport. Rappresentandolo in una espressione ampia e battendomi per far riconoscere lo sport come esperienza fondamentale nella vita dell’essere umano. Non è retorica, implicitamente questo fondamentale valore dello sport è riconosciuto anche dalla nostra costituzione”.

Per quanto riguarda i punti centrali su cui Antonella Bellutti vorrebbe lavorare come prima presidente donna del Coni, l’atleta dice.

“Le istituzioni dello sport devono essere specchio dei valori dello sport: gioco di squadra, merito, partà di genere.

Da atleta so che è di fondamentale importanza allargare base che spinga il vertice. Da un movimento largo nascono prima o poi campioni. E non solo campioni, ma anche cittadino sani e capace di visione ampia e globale. Questo obiettivo va perseguito aprendoci alla sinergia con scuole, società e tra le diverse federazioni.

Io mi batto da tempo sui diritti dei lavoratori dello sport e per me sarà fondamentale sempre un richiamo forte alle tutele, sempre più necessarie. Anche perché agonismo sempre più precoce e incompatibile con altre attività, è urgente riconoscere gli atleti come lavoratori dello sport e regolamentarli di conseguenza.

Penso che il rinnovamento dello sport italiano debba avvenire attorno ad alcuni punti fermi: sport come valore istituzionale, l’istituzione di ministero con portafoglio, che rimanga stabile, perchè la continuità del lavoro è fondamentale”.

Intanto Antonella Bellutti sta preparando un Manifesto dello Sport Italiano, in cui saranno espressi i punti, secondo lei, necessari e urgenti per rinnovare lo sport italiano. Chi volesse partecipare ai tavoli di lavoro può trovare informazioni sul sito AntonellaBelluttiPresidente.

L’olimpionica infatti, vuole dare un chiaro taglio movimentista alla sua candidatura, nella speranza di coinvolgere energie dal basso, per migliorare le ‘alte sfere’. Di nuovo, un’idea di rottura, nel paludato mondo delle istituzioni dello sport italiano:

“Desidero dare voce a tutti i cittadini. Da questo lavoro uscirà il programma della prima presidente donna e atleta, grandissima responsabilità. Nascerà movimento. L’obiettivo serve per dare senso al percorso. Resterà come eredità a prescindere dal risultato. Il successo sarà la voce che avranno le piccole realtà anima dello sport italiano e ora schiacciate da un sistema vecchio e sempre meno democratico”.

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