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Anita Ekberg, vita dolce amara di un’icona

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Anita Ekberg negli anni '60. Foto: Ezio Vitale/Italfoto

“Era il dopoguerra, e questa donna così diversa e libera che cambia i mariti, che balla sui tavoli è un tornado e che arriva in un’ Italia dove la realtà delle donne è ancora quasi solo domestica”.

Così Monica Bellucci parla di Anita Ekberg, la diva che è chiamata ad interpretare sul set del film The girl in the fountain, in uscita al cinema, come evento speciale il 1 e 2 dicembre.

Con poche parole l’attrice umbra riesce a descrivere quello che in effetti fu l’impatto di questa bellissima figlia del nord europa sull’immaginario collettivo degli italiani dagli anni ’60 in poi.

L’icona della Dolce Vita

Anita Ekberg fu, in tutto e per tutto, prima di tutto, un tornado.

Il soprannome che le avevano affibbiato ad Hollywood negli anni ’50, “Iceberg”, era legato più all’assonanza con il cognome dell’attrice svedese che alle sue caratteristiche personale.

Se di ghiaccio si deve parlare, nel caso della diva della Dolce Vita, è di certo di ghiaccio bollente.

Quando nel 1960, Anitona arriva a sconvolgere i sogni degli italiani ha solo 28 anni, ma di strada ne ha già percorsa molta.

E’ partita da Malmoe, la sua città natale, in Svezia, dove viveva con madre, padre e sette tra fratelli e sorelle.

A 19 anni vince la fascia di miss Svezia e vola negli Stati Uniti per partecipare a Miss Universo.

Lì comincia a farsi notare, si mette a studiare recitazione e ottiene un contratto con l’RKO.

Sono gli anni ’50 e Hollywood impazzisce per le statuarie bionde europee.

L’America, però, come si sa, Anita Ekberg la troverà qualche anno dopo, a Roma.

Arriva nella città eterna, che in quegli anni è anche la Hollywood sul Tevere per recitare in un peplum, ‘Nel segno di Roma’. Poi, l’incontro che cambiò la sua vita e la impose come sex symbol universale degli anni ’60.

E’ il 1959 quando Anitona arriva sul set de La Dolce Vita di Federico Fellini per calarsi nei panni di Sylvia, attrice straniera calata a Roma per girare un film.

Basterà una sola scena per fare di Anita Ekberg più di una diva, un’icona.

“Marcello, come here!”, strilla a notte fonda mentre si bagna in abito da sera nella vasca di Fontana di Trevi.

Niente sarà più lo stesso. Il film sarà un successo mondiale, e Anita Ekberg sarà la diva che sorride dalle copertine dei rotocalchi di tutto il mondo.

Anita Ekberg: gli amori, il successo, la fine

A 28 anni, l’attrice svedese non lo sa, ma ha già toccato il suo apice.

Gli anni seguenti la vedranno sempre più diva, ma sempre meno impegnata sui set, o comunque non in opere paragonabili a quella che le diede la fama.

Intanto colleziona amori, inquietudini, case, cani e altri disastri.

La divina Anita è stata sposata due volte. La prima, con l’attore inglese Anthony Steel, e la seconda, con un altro collega, Rik Van Nutter, da cui si separa nel 1975.

In mezzo, prima e dopo, amori, amanti, amici. Un elenco lungo tra partner confermati da lei stessa e altri appiopatigli dalla stampa pettegola.

Da Frank Sinatra a Gary Cooper, da Dino Risi a Marcello Mastroianni, fino al più ingombrante e segreto di tutti, Gianni Agnelli, che la aiutò negli anni in cui, perso lo splendore non veniva più chiamata sui set e viveva in ristrettezze economiche.

Già dagli anni ’60 aveva scelto di vivere in Italia, preferendo sempre alla città case in campagna. L’ultima residenza è stata una villa ai Castelli, in località Rocca di Papa.

Qui la diva della Dolce Vita ha trascorso la parte più amara e difficile della sua esistenza, circondata dall’affetto dei suoi amati cani e pochi altri esseri viventi.

Morirà in una clinica di lungo degenza all’età di 83 anni, per un tumore al fegato, lasciando dietro di sé l’immagine indelebile di un’icona di femminilità.

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