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Alessia Liistro, avvocata delle famiglie dei desaparecidos, racconta a Roma la sua battaglia contro i crimini della dittatura argentina

“Sono Maria Paz Venturelli, figlia di Omar scomparso in Cile il 4 ottobre 1973 e dichiarato desaparecido […] Sono Ilario e vengo da Buenos Aires. Sette persone della mia famiglia sono scomparse. Dopo anni di ricerche ne abbiamo ritrovate soltanto due: una viva, l’altra morta […] Sono Alejandro Montillo, figlio di Juan. Dopo trent’anni di lotta dall’assalto della Moneda sono riuscito ad ottenere alcuni resti del corpo di mio padre, trucidato dalle forze armate […]”.

Inizia con queste video-interviste A donde ván: storie dei desaparecidos del Sud America, l’incontro organizzato dal Centro di Giornalismo Permanente presso il Nuovo Cinema Palazzo di San Lorenzo.

Quelle di Maria Paz, Ilario e Alejandro sono soltanto alcune delle numerose testimonianze dei famigliari di persone fatte sparire durante le dittature che hanno tenuto in scacco il Sud America dagli anni ’70, e raccolte nell’Archivio desaparecido, il progetto realizzato dai ragazzi del Centro di Giornalismo. Sembrano storie diverse ma tutte, in realtà, si concludono con lo stesso epilogo: la sparizione di una persona o il ritrovamento del suo corpo senza vita. Siamo nel 1976. Con un colpo di Stato il Generale Jorge Rafael Videla prende il potere e instaura quella che viene ricordata come una delle dittature più cruente della storia dell’America Latina soprattutto per il Plan Condor, il piano di sterminio di massa architettato dalla giunta militare allora salita al potere.

Si parla di oltre 30.000 persone scomparse, e tra le vittime non si contano solo sudamericani, ma anche italiani. Tra gli avvocati che si sono occupati della difesa dei nostri connazionali c’é Alessia Liistro, che ha difeso due parti civili nel“Processo Condor”e attualmente è legale delle vittime in quello contro Carlos Malatto.

Insieme all’impegno di associazioni italiane e ONG, come 24marzo, porta avanti la lotta dei famigliari dei desaparecidos che continuano a gran voce a chiedere giustizia. La desapariciòn forzada è un fenomeno nato oltreoceano ma – come ha precisato l’avvocato – arrivato anche nel nostro Paese:

“Dal 1999 ad oggi, in Italia, si sono svolti numerosi processi. Tra questi c’è stato il Processo Condor, conclusosi a Roma a luglio dello scorso anno e a cui ho preso parte anche io”.

Il processo è stato lungo e difficile, sia dal punto di vista giudiziario che umano. Tanti sono stati gli imputati chiamati alla sbarra e le testimonianze ascoltate. Iniziato nel 2017, la sentenza di I grado si è conclusa con 8 ergastoli e 19 assoluzioni. In questo processoAlessia Liistro si è occupata della difesa di due parti civili.

“Ho assistito soltanto due persone mentre altri colleghi più di una. Tutto il I grado si è svolto nell’aula Bunker di Rebibbia.” racconta l’avvocata Alessia Liistro “È stato un lavoro faticoso, fatto di notti in bianco passate a studiare le carte del processo, ma che rifarei! Il I grado si è concluso con il riconoscimento dell’esistenza del Plan Condor e, per i miei due assistiti, con una sola condanna e un’assoluzione. Il II grado si è invece concluso con 24 ergastoli e un’assoluzione. Questo è stato per noi un grande successo reso possibile sia dal grande lavoro di indagine fatto dagli avvocati, che hanno raccolto le testimonianze e i racconti delle vittime, sia da quello di supporto offerto dalle associazioni”.

Una piccolo vittoria che ha permesso di fare una grande conquista: ottenere giustizia e tessere le fila di una delle pagine più buie della storia dell’America Latina. Un altro importante processo che l’avvocata Alessia Liistro sta affrontando è quello contro Carlos Malatto, ex colonnello argentino al servizio dell’ex dittatore Videla durante gli anni della violenta repressione sudamericana. In Argentina l’uomo è accusato di torture e sparizioni ma non è mai stato processato perché è fuggito in Italia, dove nel 2013 gli è stata negata l’estradizione. Oggi l’ex gerarca settantenne vive in regime di piena libertà in un resort di lusso in Sicilia, in provincia di Messina,

“Ma su di lui – ha spiegato Alessia Liistro – “attualmente c’è un procedimento in corso in Italia. Mi auguro che il Processo Condor possa essere utile per i futuri e per quelli che ci saranno a Roma, perché ormai c’è una giurisprudenza che si occupa di questi crimini contro l’umanità”.

Quando si parla di questi crimini in Argentina si ripetono spesso due parole “nunca más”, che tradotte significano “mai più”. Per far sì che ciò diventi realtà è necessario continuare a parlarne. È non dimenticando e ricordando quanto accaduto, attraverso le testimonianze di coloro che hanno vissuto questo orrore in prima persona, che si può fare in modo che tutto questo non riaccada davvero mai più! .

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