Si è tenuta a Roma la serata conclusiva del Premio Letterario #afiancodelcoraggio con la proiezione del corto tratto dal racconto vincitore e tanti ospiti

“Quando è arrivata la diagnosi di tumore a me ed al mio partner, Alessandro, è crollato il mondo addosso, ma abbiamo affrontato questa battaglia insieme e ora siamo più forti. Degli uomini come Alessandro, che restano al tuo fianco quando affronti una malattia oncologica, si parla ancora troppo poco: non solo partner, ma anche padri, figli, fratelli, amici che ci aiutano ad affrontare le difficoltà a testa alta”. A sottolinearlo è Carolina Marconi, showgirl, colpita da tumore, che ha reso la sua battaglia contro la malattia pubblica, condividendone le difficoltà e i progressi  e anche scendendo in prima linea per difendere i diritti dei malati alzando la voce, per esempio, sull’annosa questione dell’oblio oncologico. Nella sua lunga battaglia, Carolina Marconi è stata sostenuta dal compagno Alessandro che non l’ha mai lasciata sola e la sua storia l’ha resa una perfetta e consapevole testimonial dell’iniziativa #afiancodelcoraggio che raccoglie e racconta le storie degli uomini che rimangono a fianco delle donne colpite dalla malattia e, come sottolinea la testimonial, “ha contribuito a cambiare la percezione dell’uomo nel ruolo di caregiver”.

Secondo i dati dell’ Istituto Superiore di Sanità, in Italia il 65% dei caregiver familiari sono donne di età compresa tra i 45 e i 55 anni, che spesso svolgono anche un lavoro fuori casa o che sono state costrette ad abbandonarlo (nel 60% dei casi). Alcuni studi hanno mostrato come l’esperienza di cura non sia neutrale dal punto di vista del genere. Emerge, infatti, che il diverso grado di disagio sperimentato dai caregiver uomini o donne potrebbe essere associato alle diverse aspettative sociali legate al genere. Dalle storie di #afiancodelcoraggio affiora che anche gli uomini nel ruolo di caregiver si adeguano al modello sociale di genere che richiede loro forza, controllo, distacco e protezione e in cui prevale un’empatia controllata. In più di un terzo delle storie (38%), il caregiver afferma esplicitamente di aver esercitato un controllo deliberato sulle proprie emozioni nascondendole o vivendole in solitudine. Questi attributi collettivi dell’identità di genere diventano maschere che facilitano il caregiver nell’accompagnamento della donna con tumore ma che al tempo stesso lo isolano rendendo difficile una piena condivisione delle proprie emozioni e sentimenti.

Ecco perché un’iniziativa come #afiancodelcoraggio è preziosa dal punto di vista sociale e culturale. Anche quest’anno il Premio letterario promosso da Roche Italia per dare voce ai racconti di malattia oncologica delle donne attraverso la lente narrativa dei caregiver uomini ha premiato un racconto e lo ha trasformato in un corto cinematografico. Il racconto vincitore, tra tutti quelli passati al vaglio della Giuria, presieduta da Gianni Lettae composta da Angela Coarelli, Marco Costa, Sergio Del Prete, Giordano Fatali, Elisabetta Iannelli, Giovanni Parapini, Francesco Perrone, Angelo Tanese ed Emanuela Zocaro, è stato “Soldatini” di Luca Locatelli.

La serata di premiazione, condotta dalla giornalista del TG1 Laura Chimenti, ha visto la presenza tra gli altri della Ministra per la Disabilità, Alessandra Locatelli; di Francesco Rutelli, Presidente Anica Academy ETS; di Carolina Marconi, ambasciatrice di #afiancodelcoraggio; e la partecipazione speciale dell’attore e regista teatrale Massimo Ghini e dell’attrice e regista Michela Andreozzi che hanno letto i tre racconti finalisti.

Il cortometraggio “Soldatini” sarà diffuso prossimamente attraverso i circuiti e i canali dei partner dell’iniziativa; è prodotto da MP Film e interpretato da Marco Quaglia, Chiara Cavalieri, Luca Quadrano e Benedetta Lucidi, con la regia di Daniele Barbiero e la sceneggiatura di Marika Tassone, studentessa del corso “Creare Storie” promosso da Anica Academy ETS, anch’essa premiata nel corso della serata.

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