Feste natalizie

ABC delle Feste di Finta Diva… verso la liberazione!

Siamo alle porte del veglione di Capodanno, saluteremo il 2017 e ci apriremo a nuove gioie (l’importante è credeci) nel 2018, e con oggi finisce anche il nostro viaggio alla scoperta dell’ ABC delle festività. La prossima settimana, la Befana con un colpo di scopa, verrà a liberarci da pranzi, cene, parenti, pandori e panettoni (ah no, questi ultimi ce li porteremo avanti fino a Pasqua), però c’è ancora uno step fondamentale da superare… il passaggio all’anno nuovo.

Preparate le mutande rosse, l’anno nuovo ci aspetta! Buon anno dalla vostra Finta Diva (sempre a caccia di una gioia!).

 

S – SPELACCHIO

Dal suo arrivo in piazza Venezia, fino alla sua prematura morte in servizio, Spelacchio si è guadagnato l’affetto e la stima di turisti, cittadini, curiosi venuti da ogni parte del mondo. Vittima di bullismo da parte dei media e non solo, Spelacchio, partito dal Trentino dove ha lasciato parenti e amici (bella per lui), verrà ricordato come l’unico albero di Natale a non essere arrivato a Natale. C’è poco da fare nel Natale romano è stato lui la vera star di queste feste.

 

 

T – TRADIZIONI
Le feste sono sinonimo per eccellenza di tradizioni: il regalo riciclato, le poesie imparate a memoria e recitate ad ogni pranzo e cena dai bambini, le varie leccornie che abbondano sulle nostre tavole, “Una poltrona per due” la Vigilia di Natale e i vari classici film del periodo natalizio, che fa sempre piacere rivedere, la tombola, un solo schiaccianoci per dieci persone, ecc ecc.

Per il Capodanno è d’obbligo indossare (contro il mai ‘na gioia) un ‘touch of red’, e gettare qualcosa di vecchio. È usanza poi, salutare il nuovo anno con gli immancabili fuochi d’artificio, ed è obbligatorio, ad ogni età, brindare al ritmo “Brigitte Bardot Bardot” (chi non fa il trenino gode solo a metà), sfoderare tutte le mosse del “Gioca Jouer” passando per “Cacao meravigliao” e “Disco Inferno”. Che siate a casa in pigiama, o ad un veglione (sia esso in discoteca o nelle ville degli amici), una volta bruciate le calorie con le suddette danze, la tradizione vuole che riprendiate un po’ di calorie mangiando lenticchie e cotechino.

Tranquilli, la Befana sta arrivando, presto saremo liberi!!! (Verso le zeppole di Carnevale e oltreeee).

U – UVA
A proposito di tradizioni, è usanza la notte di Capodanno mangiare 12 acini d’uva (perché fino ad ora, mi pare di aver capito che abbiamo mangiato poco), uno per ogni mese dell’anno o se vogliamo uno per ogni rintocco di orologio (come se fossimo Cenerentola) come vuole la tradizione spagnola legata alle campane dell’orologio che si trova in cima alla Puerta del sol di Madrid. Sembra che, per quelli che riescono a mangiare tutti i 12 chicchi d’uva a tempo, si prospetti un anno pieno di fortuna e prosperità. Uva, dunque, sinonimo di gioia. Che vi devo dire amici, proviamole tutte. Attenzione però che l’uva è anche sinonimo di abbondanza, anche e soprattutto della panza. (ergo… mai ‘na gioia).

V – VISCHIO

Il bacio sotto il vischio è un altro grande classico delle feste. La leggenda di questa usanza viene dalla mitologia nordica e ha come protagonisti la dea Freya e i suoi due figli Baldr (quello buono) e Loki (quello cattivo). Insomma, i Romolo e Remo della Scandinavia, giusto perché è bene ribadire che tutte le strade portano a Roma. Freya, cuore di mamma, intercettando le brutte intenzioni di Loki che voleva sbarazzarsi del fratello, cerca di proteggere Baldr in tutti i modi, chiedendo aiuto ad Aria, Terra, Acqua e Fuoco, dimenticandosi del vischio che “non sta ne’ in cielo ne’ in terra”, ovvero non vive ne’ sotto ne’ sopra la terra. Loki, manco a farlo apposta, intreccia proprio il vischio per commettere il fratricidio. Baldr muore. Tranquilli, c’è il lieto fine. Pare che le lacrime di Freya, cuore di mamma, sul cadavere del figlio morto si siano trasformate in bacche di vischio (rosse), facendo rinascere il figlio defunto. Questa, per ringraziare si è messa a baciare tutti a destra e a manca, regalando al vischio il significato che oggi tutti conosciamo.

Baciare la vostra dolce metà, sotto il vischio, allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, sarà sicuramente uno dei modi migliori per iniziare l’anno. Dunque, ricapitolando: l’uva va mangiata seguendo lo scandire dei rintocchi della mezzanotte, mentre siamo impegnati a baciare sotto il vischio il nostro innamorato, brindando al ritmo di “Brigitte Bardot Bardot”.

Z – ZAMPOGNARI
Last but not least. Tutto inizia e tutto finisce con loro: gli zampognari. Si vedono un po’ ovunque, purtroppo molti meno di un tempo, gli originali arrivano nella capitale dalla Ciociaria . Tradizionalmente vanno a coppia (trattieniti Finta non fare battutacce) al massimo vanno in tre, si possono vedere girare per le città dall’8 dicembre al 6 gennaio, mentre con zampogne e ciaramelle, annunciano il periodo natalizio, suonando i grandi classici “Tu scendi dalle stelle” e altri motivetti natalizi tanto orecchiabili. Ricoperti di lunghe pellicce, enormi mantelli, con le ciocie ai piedi e un buffo cappello, gli zampognari sono l’antisesso per eccellenza. Ma a me, che amo tanto questo periodo, piacciono proprio tanto.

 

 

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