Amministratrici e amministratori, comitati, associazioni, cittadine e cittadini del territorio daranno vita all’Agorà democratica organizzata dalle 10 alle 13 a Tor Bella Monaca.

Un appuntamento per confrontarsi sul tema ‘Periferie: partecipazione e democrazia contro le diseguaglianze’.Un Municipio, il VI, dove alle ultime amministrative si è registrata un’affluenza del 32,45%, la più bassa della Capitale. E anche “un territorio dove la sconfitta del centro-sinistra è stata più bruciante, nonostante il grande lavoro portato avanti dalla coalizione”. sottolinea la capogruppo della Lista Civica Zingaretti al Consiglio regionale del Lazio e presidente di POP idee in Movimento Marta Bonafoni, che sarà tra i partecipanti del confronto di Tor Bella Monaca.

La questione delle periferie e quella delle diseguaglianze sono due enormi nodi da sciogliere per chiunque amministri la città, e tanto più per le nuove amministrazioni. Il programma della coalizione che oggi governa Roma, guidata dal sindaco Gualtieri, non è riuscito a coinvolgere i cittadini di territori più decentrati che hanno scelto di disertare in blocco le urne. Un segnale d’allarme che non va in alcun modo sottovalutato, e che è di fatto, anche una richiesta di maggiore attenzione dai territori.

Per rispondere a queste istanze, è stato organizzato il confronto aperto a Tor Bella Monaca.

“Ripartire da un dibattito ampio, plurale, orizzontale, fuori dal frastuono della campagna elettorale, sarà l’occasione per mettere in fila gli errori.” Spiega la consigliera Bonafoni. “Ma anche per valorizzare le incredibili e preziose energie presenti nel quartiere, che solo grazie a uno sforzo di riflessione su diritti negati e diseguaglianze in termini di servizi, scuole, spazi sociali e spazi verdi, trasporto pubblico, luoghi della cultura, potranno trovare nuova linfa generativa.

Non possiamo solo plaudire alle operazioni antispaccio portate avanti dalle forze di polizia in quel quadrante di città. Il nostro compito va ben oltre e risponde alla necessità di costruire una comunità aperta basata su giustizia sociale, democrazia e partecipazione. Dove le persone si sentano dentro un processo di cambiamento in cui l’equazione ‘periferia-marginalità’ non potrà più trovare asilo”. 

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