Home Economia e Lavoro 8 marzo: il Rapporto Onu sulla Parità di Genere

8 marzo: il Rapporto Onu sulla Parità di Genere

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In occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, UN Women rende noti i dati dell’ultimo rapporto sulla parità di genere nel mondo

“Parità non è solo avere un posto su 4 al tavolo del potere. Questa purtroppo è la reale rappresentazione delle donne nel mondo. Gli uomini detengono il 75 % dei posti nei Parlamenti, Il 73 % nei vertici delle aziende, il 70% tra i negoziatori sul clima e nelle trattative di pace. Questo non è un mondo inclusivo e paritario. Dobbiamo agire per crearne uno che non discrimini le donne, chiede Phumzile Mlambo Ngcuka. Solo META’ è una divisione equa e paritaria e solo Metà può considerarsi sufficiente”. Così la direttrice di UN Women Phumzile Mlambo Ngcuka, sintetizza il Rapporto ONU sulla parità di genere, presentato a New York a pochi giorni dall’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna.

Il focus del rapporto è proprio la parità di genere e i progressi realizzati ( o mancati) verso il suo raggiungimento negli ultimi ventticinque anni, ovvero dalla prima conferenza Onu sui diritti della donna di Pechino. Ebbene, se di certo in diversi ambiti la situazione delle donne nel mondo in questo quarto di secolo sembra essere migliorata, in altri si registra un regresso e, quel che è certo, secondo la direttrice è che “In nessuno staot del mondo esiste al momento la parità di genere”.

Se la gestione del potere in tutte le sue forme, su scala globale, è ancora appannaggio degli uomini, in venticinque anni è però raddoppiato il numero delle parlamentare, così come è aumentato l’accesso alle scuole delle bambine anche se, ben 32 milioni rimangono ancora escluse dal diritto all’istruzione e molte meno donne muoiono di parto.

Il capitolo panorama sulla violenza di genere non è affatto sconcertante. Sebbene i dati dell’ONU registrino un maggiore ascolto dei governi alle denunce delle donne, anche grazie al diffondersi di leggi ad hoc, la direttrice di UN Women sintetizza così i tristi dati del rapporto:

“Non c’è paese immune dalla violenza contro le donne. E’ una pandemia globale. Accade ovunque e non c’è differenza tra paesi ricchi o poveri. Avviene in ogni società e in ogni cultura. Se fossero stati gli uomini ad essere picchiati scommetto che qualcosa sarebbe cambiato. Non è un problema trattato con la serietà che richiederebbe. Una situazione che pesa sulla salute delle donne e determina anche una crisi economica per le cure che le donne devono affrontare .E’ una violazione dei diritti umani delle donne e delle ragazze”.

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