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25 novembre, la maratona della cultura contro la violenza sulle donne

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Il mondo dell’arte e della cultura scende in campo contro la violenza sulle donne con una maratona che il 25 novembre coinvolgerà molte istituzioni e luoghi del Paese.

Quel giorno per 18 ore Rai Isoradio dedicherà l’intera programmazione al contrasto contro la violenza di genere. Insieme a questo l’iniziativa, organizzata da Tiziana Rocca, patrocinata dal Ministero dei Beni Culturali, con la collaborazione di Cinecittà e la partecipazione di moltissime associazioni che ogni giorno scendono in campo in prima linea contro la violenza di genere, toccherà molti altri luoghi dell’arte e della cultura in Italia.

Il 25 novembre e un bilancio pesantissimo

La giornata è stata presentata nella cornice del Colosseo, nella Cura Iulia, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni e associazioni coinvolte, tra cui Differenza Donna, DiRe, Salvamamme e molte altre.

Spiega Tiziana Rocca, raccontando l’iniziativa:

“Arriviamo anche quest’anno con un bilancio pesantissimo alla Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Ogni giorno c’è un femminicidio.Per questo abbiamo pensato a fare qualcosa di forte e concreto nella giornata simbolo della lotta contro la violenza, in cui vengono coinvolte le istituzioni, ma anche le associazioni che ogni giorno lavorano per salvare vite, gli operatori e le operatrici, e personaggi del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo. Tutto per sensibilizzare il pubblico su un tema così importante e urgente.”

La cultura scende in campo contro la violenza sulle donne: monumenti, musei, cinema, media

Lucia Borgonzoni, sottosegretario del Ministero dei Beni Culturali, racconta così questa imponente inziativa:

“Penso che la cultura debba servire anche ad affrontare temi sociali e a sensibilizzare il pubblico.

Le vittime sono tante e sempre di più. Per sensibilizzare non solo sulla violenza, ma anche sul ruolo delle donne nella società bisogna fare tante cose pratiche, ma anche le azioni simboliche sono importanti.

E allora abbiamo pensato alla prima maratona radio, a cui parteciperanno tante persone, associazioni, operatori, personaggi. Poi però abbiamo pensato di poter arrivare a tutti, attraverso un simbolo conosciuto in tutto il mondo: il Colosseo.

Lo illumineremo di rosso e sul monumento saranno proiettati i nomi delle vittime che vengono troppo velocemente dimenticati. Questa è solo una delle iniziative per una giornata simbolo, ma vogliamo dare più spazio anche alle donne nell’arte nei musei. Non è questione di fare mostre ‘panda’, ma di dare lo spazio giusto alle donne che hanno fatto cose importanti ma che si raccontano troppo poco. Alle donne non è permesso di essere mediocri. Ci sono e ci sono state donne grandi ed è giusto riconoscerlo. Questo può contribuire ad educare al rispetto e alla cultura della parità”.

Luce sui monumenti e sulle grandi donne per educare al rispetto e alla parità

Alfonsina Russo, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo spiega perché ha aderito con entusiasmo a questa maratona contro la violenza sulle donne.

“Abbiamo voluto ospitare la presentazione di questa iniziativa nella Curia Iulia, che era la sede del Senato romano, dove le donne non potevano entrare. Oggi abbiamo una presidente del Senato donna e qui dentro siamo per la maggior parte donne. Credo da sempre che la cultura e l’arte abbiano un ruolo fondamentale per l’educazione. Penso che sin dai primi anni, soprattutto i figli maschi debbano essere educati alla gentilezza, alla cultura della bellezza. Solo così, goccia su goccia, potremmo effettivamente assistere a un grande cambiamento.  Inoltre apprezziamo molto l’iniziativa del ministero di dare la giusta luce nei musei alle opere d’arte delle donne. Il Parco Archeologico del Colosseo l’anno scorso ha acquisito un’opera d’arte che è un ventaglio del ‘700 con una veduta del Colosseo dipinta da Maria Luigia Raggi e ora esposta nello spazio il Colosseo si racconta.

 Questa deve essere solo la prima di giornate di educazione, in cui il mondo dell’arte e della cultura possono avere un ruolo importante nella diffusione della cultura del rispetto della donna e di gentilezza nei confronti del mondo”.

Una giornata  che sarà anche l’occasione per ascoltare tante testimonianze di operatori in prima linea, dando voce alle associazioni tutte insieme.

Daniela Porro, soprintendente di Roma mette l’accento sul ruolo educativo della cultura e dell’arte.

“ Le nostre istituzioni hanno compiti sociali e una funzione educativa e sociale importantissima. Quindi è bene che siamo presenti anche su questa emergenza. Mi piace molto l’iniziativa di dedicare spazio alle artiste donne nei nostri musei. Perché anche questo mondo, non è stato esente da essere toccato da questo problema. Al momento agli Uffizi è esposto un busto di Costanza Bonarelli che fu vittima di violenza da parte di Bernini, e come non citare Artemisia Gentileschi, violentata da un collega del padre? Oltre a questo, è importante dare più luce alle donne nel mondo dell’arte, come si sta facendo con diverse mostre dedicate ad artiste donne, ad esempio quella dedicata a Plautilla Bricci. E’ bene che questa attenzione si trasformi in educazione nei confronti delle donne e sia ancora più puntuale.

La soprintendenza partecipa a questa importante iniziativa  con l’illuminazione di alcuni monumenti della città. Oltre al Colosseo infatti, la Piramide Cestia, monumento sopravvissuto perché inserito all’interno delle Mura Aureliane, simbolo di forza, verrà illuminata di rosso il 25 novembre grazie all’intervento di Cinecittà. Il rosso è vero, è  il colore simbolo del sangue, della violenza, che noi vorremmo non esistesse più. Però è anche il colore dell’amore”.

Il cinema e la radio, nella maratona contro la violenza di genere

Tra i personaggi del mondo dello spettacolo che parteciperanno alla maratona ci sono Cristina Comenicini, Jessica Notaro, Bianca Guaccero, Donatella Finocchiaro, Valeria Golino, donne che hanno affrontato il tema della violenza anche attraverso il loro lavoro.

Chiara Sbarigia, Presidente dell’ Istituto Cinecittà racconta l’apporto del mondo del cinema a questa maratona contro la violenza sulle donne.

“Rappresento il mondo del cinema. Il cinema, in un certo senso, comprende tutte le arti. Al di là dell’emergenza su cui è importantissimo intervenire, è importante agire sul lato dell’educazione e della parità di genere. Noi abbiamo bisogno di essere trattate alla pari, anche con gli stessi stipendi, la stessa dignità del lavoro. Cinecittà aderirà non solo con l’illuminazione dei monumenti il 25 novembre, ma anche per lavorare su un programma di educazione a lungo termine. Faremo tante attività in questo senso, il nostro impegno è assoluto sul rispetto e l’educazione all’uguaglianza.”

Angela Mariella direttrice Rai Isoradio spiega come ha deciso di dedicare l’intera programmazione della sua emittente per una lunga giornata, ad un unico tema.

“Per noi è una grandissima opportunità poter dare contributo a questo tema. E’ bellissima l’idea della maratona. Noi la faremo dalle 8 di mattina a mezzanotte perché c’è bisogno come il Colosseo, come la Piramide, di essere imponenti. Non basta un’intervista, un servizio, il tema è grande e deve essere grande il messaggio. Gli dedicheremo tutta la giornata dalle 8 alle 24: diciotto ore. Daremo spazio alle associazioni, agli operatori ma è importante ancor di più fare chiarezza sui sentimenti. Il possesso, la rabbia, non è amore, l’amore è amore, il bene è il bene. Metteremo anche solo canzoni e musica che fa chiarezza sui nostri sentimenti”.

Educare e stare più vicini alle donne che chiedono aiuto

A chiudere, le conclusioni della sottosegretaria Borgonzoni: “Il 25 novembre faremo tutto questo, in questa data simbolica, ma già da ora mettiamo in campo molte azioni di educazione e conoscenza, l’importante è non fare sentire sole le donne. I veri problemi sono due: spiegare che cos’è l’amore, parlando non solo alle donne, ma anche agli uomini, che devono parlare anche loro di loro stessi, e l’altro è che la cultura è il modo più diretto per far passare messaggi e idee al pubblico. Siamo tutte donne, ma ci sono anche tantissimi uomini che hanno la stessa nostra sensibilità. Sono molti quelli che pensano che questo tema vada preso di petto e affrontato. E non solo il 25 novembre. Deve partire una vera rivoluzione culturale, non fermarci agli eventi spot.

E poi, come istituzioni, dobbiamo stare più vicini alle donne che chiedono aiuto, io sono stata anche consigliera comunale e so che spesso le donne non sanno nemmeno a chi rivolgersi e dove andare per chiedere aiuto, e anche su questo stiamo pensando a qualche iniziativa”.

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