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Le streghe della notte di San Giovanni

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La notte di San Giovanni, il 23 giugno, è la notte delle streghe. Quella del solstizio d’ estate è considerato un momento magico in molte parti del mondo e Roma non fa eccezione.

Nella capitale è antichissima e popolarissima la festa della vigilia di San Giovanni, il 23 giugno, la notte delle streghe.

23 giugno la notte di San Giovanni a Roma è la notte delle streghe

Secondo la tradizione popolare, nelle poche ore di buio che dividono il 23 e il 24 giugno le streghe si aggiravano per le strade della città in cerca di anime.

Ovviamente minacciando fatture e incantesimi ai malcapitati che le incrociavano, e alle case non adeguatamente ‘protette’, da scope sull’uscio e barattoli di sale.

La gente partiva allora da tutti i rioni di Roma, al lume di torce e lanterne ( i fuochi di San Giovanni), e si concentrava a San Giovanni in Laterano, per pregare il santo e per mangiare le lumache nelle osterie.

Mangiare le lumache, le cui corna rappresentavano discordie e preoccupazioni, significava distruggere le avversità. E ogni persona che aveva avuto un litigio doveva consumare un piatto di lumache con il nemico,per avviare una riconciliazione.

La partecipazione popolare alla festa  in passato era massiccia: si mangiava e si beveva in abbondanza e soprattutto si faceva rumore con trombe, trombette, campanacci, tamburelli e petardi di ogni tipo per impaurire le streghe, affinché non potessero cogliere le erbe utilizzate per i loro incantesimi.

La festa si concludeva all’alba, quando il papa si recava a San Giovanni per celebrare la messa, dopo la quale dalla loggia della basilica gettava monete d’oro e d’argento, scatenando così la gioia della folla presente.

La leggenda delle belle addormentate

Quello che meno si sa sulla notte delle streghe romana, probabilmente è legato a una leggenda di fantasmi, due anime in pena che ogni 23 giugno guiderebbero il corteo nefasto delle fattucchiere. Sarebbero le anime delle due donne che di fatto condannarono alla morte Giovanni: Erodiade e sua figlia Salomè, dette anche dal popolino “Le Belle Addormentate”.

Delle due donne si parla nei vangeli di Marco e Matteo in cui si racconta di come Erodiade, la cui corruzione era oggetto di continue denunce da parte del Battista, avesse spinto la figlia adolescente a chiedere in premio per la sua danza ammaliante, la testa del predicatore.

Delle due anime senza riposo che vagherebbero intorno al Laterano si parla sin dal ‘500. All’epoca la zona era piena di prati e lì, aggirandosi inquieti, avrebbero trovato dimora i due spiriti condannati a non trovare requie.

Le apparizioni  delle due donne sono state segnalate più volte nei secoli, l’ ultima nel non lontanissimo 1930.

Lumache e baldoria contro la paura

Stando dunque alle antiche leggende, stanotte in zona san Giovanni potreste imbattervi in due dei più famosi fantasmi romani, che si metterebbero alla testa di altre anime nere per seminare tormenti e paure.

Per fortuna il saggio popolo romano ha trovato nei secoli il modo di esorcizzare paura e angoscia tra un piatto di lumache, un fiasco di vino e una sonora baldoria.

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