prevenzione oncologica

Visite gratuite per le donne, grazie al progetto di collaborazione avviato tra ACLI di Roma e LILT Roma. Domani, mercoledì 17, e giovedì 18 marzo 2021, il Centro di Prevenzione Oncologica Ambulatoriale LILT ROMA di Via Nomentana 303, offrirà visite gratuite per la prevenzione del cancro al seno, del cavo orale e delle ovaie. A favore di donne fragili che hanno difficoltà ad accedere a visite di prevenzione oncologica.

L’iniziativa si svolge nell’ambito della XX Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica. Promossa in tutta Italia dalla Lega Italiana per la lotta contro i Tumori dal 13 al 21 marzo.

“Questa due giorni”. Dichiara Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia.”Rientra nell’impegno delle ACLI di Roma per e con le donne. Un esempio tangibile di come fare rete nel territorio abbia un effetto moltiplicatore di fondamentale importanza. In questo ultimo anno la pandemia da un ha frenato l’azione di prevenzione oncologica fondamentale per contrastare gravi patologie . Non solo. A causa della crisi economica che l’emergenza sanitaria ha generato, anche la povertà sanitaria è aumentata, oltre a quella economica e relazionale. La collaborazione con LILT Roma è un modo per aiutare quelle donne che sono state e sono ancora tra le vittime principali dei drammatici contraccolpi in ambito sociale che stiamo vivendo in questo difficile periodo di pandemia.”

“Queste iniziative”. Commenta la dottoressa Marcella Ribuffo, Presidente della LILT ROMA. “Sono importanti perché con la pandemia COVID-19 ancora in atto bisogna riportare l’attenzione sulla prevenzione oncologica. Secondo il National Cancer Institute negli USA (e possiamo applicare la stessa stima in Italia) nei prossimi 10 anni ci saranno 10.000 morti di cancro in più per mancata diagnosi precoce. La diagnosi precoce ci può salvare la vita. L’organizzazione di queste giornate è un traguardo molto importante per la LILT di Roma ed è un onore offrire la propria professionalità, tramite le ACLI di Roma, a donne con un vissuto di sofferenza”.

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